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Assegno unico per i figli, Letta (Pd): “Rivediamo l'Isee”. L'idea di tagliare il peso della prima casa nel calcolo

ROMA – “L’Isee così com’è è squilibrato sull’assegno unico per i figli, dobbiamo rivederlo”, dice il segretario del Pd Enrico Letta. “Lavoriamoci per migliorarlo, penso si debba fare. Così com’è strutturato non è più attuale”, gli risponde la viceministra all’Economia M5S Laura Castelli. L’idea, maturata da analisi e riflessioni del Pd, è quella di ritoccare – e solo per quanto riguarda l’Isee che serve per ottenere l’assegno unico – il peso della prima casa nel calcolo dell’Indice della situazione economica equivalente. Questo peso vale il 20%, al netto della franchigia di 52.500 euro. E riduce l’assegno per i figli di molte famiglie. Per tutti gli altri bonus e anche per il Reddito di cittadinanza rimarrebbe lo stesso Isee che conosciamo.

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Il tema c’è, ma “per ora il ministero dell’Economia non ci sta lavorando”, fanno sapere fonti qualificate. Anche perché rivedere ora – fosse pure per il solo assegno unico per i figli – il metodo di calcolo dell’Isee significherebbe alzare l’assegno a diverse famiglie e quindi cercare altre coperture oltre i 6 miliardi stanziati nell’ultima legge di bilancio. Ecco perché qualsiasi modifica – conti alla mano – finirebbe nella legge di bilancio per il 2023 e si applicherebbe dal prossimo gennaio. In ogni caso si tratterebbe di un intervento chirurgico, senza insomma scassare i conti in un momento così delicato tra bollette e super inflazione. 

“Il punto debole dell’Isee per quanto riguarda l’assegno unico per i figli è nel peso esagerato pari al 20% della prima abitazione, al netto della franchigia”, conferma Stefano Lepri, deputato pd e tra i “padri” del nuovo strumento di sostegno per ogni figlio fino a 21 anni che sostituisce i vecchi assegni e le detrazioni. “Chi ha fatto la formica e ha risparmiato comprandosi una casetta viene penalizzato con importi più bassi dell’assegno, rispetto alle famiglie cicale che invece stanno in affitto”.

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Se la casa fosse computata diversamente, l’assegno salirebbe di qualche decina di euro – ma i conti sono tutti ancora da fare – e ci sarebbe un effetto benefico anche per le famiglie che oggi prendono oggi col nuovo assegno un importo inferiore rispetto al vecchio assegno e alle vecchie detrazioni percepite fino al 2021 e sono oggi escluse dalla clausola di salvaguardia che vale solo fino a 25 mila euro di Isee. L’idea potrebbe essere di ritoccare quel peso – il 20% – limarlo anche gradualmente per alzare un po’ gli importi alle famiglie proprietarie e proteggere più nuclei con l’ombrello di salvaguardia.

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Se ne discuterà in Senato, dove un gruppo di maggioranza ha già avuto un primo incontro sul tema. “Tutto parte dall’ordine del giorno del 6 aprile scorso di istituire un tavolo tecnico per la riforma dell’Isee, accolto dal governo in sede di approvazione definitiva del Family Act, la legge delega sulla famiglia”, spiega Mauro Laus, senatore pd e membro della commissione Lavoro. “Ci siamo riuniti una volta con l’obiettivo di arrivare a fare una proposta di revisione dell’Isee legato all’assegno unico per i figli. La materia è complessa, organizzeremo audizioni, giornate di studio e poi ogni partito farà la sua proposta. Speriamo di concludere in tempo utile per consentire alla prossima legge di bilancio in autunno di integrare l’assegno unico con le necessarie risorse compensative a valere dal prossimo anno”.

 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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