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Vaiolo delle scimmie, vaccini in distribuzione alle Regioni. “Precedenza a gay e chi ha rapporti sessuali a rischio”

I primi vaccini contro il vaiolo delle scimmie sono in consegna in alcune Regioni. E’ verosimile che si possa partire con la somministrazione all’inizio della prossima settimana. Il Ministero della Salute ha appena pubblicato due circolari che assegnano alle quattro Regioni più colpite le 5.200 dosi oggi esistenti in Italia e che indicano quali persone le potranno ricevere: passo essenziale per l’inizio della campagna di immunizzazione contro la nuova epidemia comparsa a maggio.

La malattia

Finora nel mondo si contano 26.500 casi e 9 decessi. Il 23 luglio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia emergenza sanitaria mondiale. Il vaiolo delle scimmie è una malattia poco contagiosa e in genere non grave. Provoca vescicole e febbre, di solito guarisce da sola. Finora ha colpito al 98% uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (Msm: men who have sex with men), ma nulla esclude che possa propagarsi fra altre persone. Il 95% dei contagi è avvenuto tramite rapporti sessuali. Il virus si trasmette soprattutto tramite le lesioni della pelle. Il preservativo non le copre necessariamente, per questo non è considerato una barriera.

Il vaccino contro il vaiolo umano dovrebbe essere efficace all’85% anche contro quello delle scimmie (il dato in realtà è estrapolato da studi poco aggiornati e resta da verificare). Molti paesi, dagli Stati Uniti a Gran Bretagna e Francia, hanno già avviato una campagna vaccinale con le poche dosi a disposizione al momento.

Le persone a rischio da vaccinare

La prima tranche di fiale, arrivata in Italia il 15 luglio, comprende 5.200 dosi. A fine agosto ne arriveranno altre 11mila. “Al momento, la modalità di contagio e la velocità di diffusione, così come l’efficacia delle misure non farmacologiche fanno escludere la necessità di una campagna vaccinale di massa” spiega la circolare del Ministero della Salute.

“Tenuto conto dell’attuale scenario epidemico e della limitata disponibilità di dosi – prosegue la circolare del Ministero – le prime categorie alto rischio a cui verrà offerta inizialmente la vaccinazione, come profilassi pre-esposizione, sono individuate tra: personale di laboratorio con possibile esposizione diretta a orthopoxvirus; persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (Msm), che rientrano nei seguenti criteri di rischio: storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali; partecipazione a eventi di sesso di gruppo; partecipazione a incontri sessuali in locali/club/cruising/saune; recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno); abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche (Chemsex)”.

“Tali soggetti a più alto rischio – prosegue la circolare – potrebbero essere identificati tra coloro che afferiscono agli ambulatori PrEP-HIV dei centri di malattie infettive e dei Check Point, ai centri HIV e ai centri per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili, utilizzando anche indicatori di comportamento ad alto rischio simili a quelli utilizzati per valutare l’idoneità alla profilassi pre-esposizione all’HIV, ma applicati indipendentemente dalla presenza o meno di infezione da HIV”.

“Si ritiene importante il coinvolgimento delle associazioni LGBTQIA+ e quelle per la lotta all’HIV, in particolare per favorire una corretta informazione sulla campagna vaccinale. La strategia di offerta vaccinale a favore di ulteriori gruppi target potrà essere aggiornata sulla base dell’andamento epidemiologico e della disponibilità di dosi”.

“È una buona circolare” commenta Michele Breveglieri, responsabile della sezione salute di Arcigay. “Siamo soddisfatti del fatto che il Ministero raccomandi il coinvolgimento delle associazioni. Ci sembra ottimo il riferimento ai checkpoint di comunità, oltre ai centri clinici. Ora spetta alle Regioni essere conseguenti, dato che molto raramente – se non mai – abbiamo visto poi un concreto coinvolgimento delle associazioni nelle strategie regionali sulle infezioni sessualmente trasmissibili”.

I contagi in Italia

Continuano intanto a crescere i contagi nel nostro paese. Oggi sono 545, 40 in più rispetto all’ultima rilevazione di 3 giorni fa. La stragrande maggioranza sono uomini: 540. Hanno fra 20 e 71 anni e in 159 casi hanno viaggiato all’estero di recente. Non c’è stata nessuna vittima.

La Lombardia, che ha quasi la metà dei contagiati (250), riceverà più dosi delle altre Regioni: 2mila. Dovrebbero arrivare nel fine settimana. A Milano si è costituita un’unità di coordinamento per la risposta all’epidemia, composta da epidemiologi della Regione, medici e rappresentanti delle associazioni.

Al Lazio, seconda Regione per contagi (109), sono destinate 1.200 dosi. L’Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma si è candidato come centro di riferimento regionale ed è pronto a iniziare le somministrazioni. “La Regione Lazio è pronta: i vaccini sono arrivati questo pomeriggio all’Inmi Spallanzani” di Roma. “La somministrazione potrà partire già lunedì 8 agosto” ha annunciato via social l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato.

I casi in Emilia Romagna sono 62 (la Regione avrà 600 dosi), in Veneto 37 (400 le dosi sono in arrivo già oggi, annuncia l’assessorato alla Salute), in Piemonte e Toscana 21.

Il vaccino

Si chiama Imvanex in Europa e Jynneos negli Stati Uniti. Non ci sono differenze nella sua composizione, a variare è solo l’autorità regolatoria che lo ha approvato. Esiste un’unica ditta che lo produce, Bavarian Nordic. La sua capacità produttiva è aumentata dall’inizio dell’epidemia, ma le dosi scarseggeranno ancora per diversi mesi. L’Europa per il momento ha ricevuto 110mila dosi di Jynneos dagli Stati Uniti.

Le fiale vanno conservate a meno 15 gradi. Per essere immunizzati servono due dosi ad almeno 28 giorni di distanza, ma questo intervallo può essere allungato fino a 2-3 mesi senza problemi, per ovviare alla carenza iniziale.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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