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Università, la Sapienza di Roma negli scatti di 14 maestri della fotografia: confronto tra il 1985 e oggi

Architetture metafisiche. Spazi inattesi. Studenti, prof ma anche giardinieri e personale delle pulizie. La Sapienza di Roma – la più grande università italiana – come l’avete sempre vista. Ma in particolari che forse non avevate mai notato. E che invece sono stati messi a fuoco da 14 fotografi. A 37 anni di distanza i secondi dal primo gruppo dei magnifici sette.

Mimmo Jodice, “La Sapienza”, 1985 

La prima commissione

Si apre oggi al Museo laboratorio di arte contemporanea (inaugurazione dalle 18.30 alle 24) la mostra “2022: la Sapienza fotografata” che, per la cura delle docenti Ilaria Schiaffini e Tiziana Faraoni mette a confronto il reportage che nel 1985, rettore Antonio Ruberti, il Mlac, appena nato, commissionò al fior fiore dei fotografi italiani. Luigi Ghirri, che l’anno prima aveva coinvolto 19 colleghi nel suo celebre “Viaggio in Italia”, mise al servizio il suo obiettivo. E tra i viali della cittadella universitaria progettata nel Ventennio da Marcello Piacentini, imbracciarono la macchina fotografica altri maestri del nuovo paesaggismo. Ne uscì fuori una visione tendenzialmente disabitata, astratta, un’interpretazione incantata dello spazio urbano, nelle inquadrature di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Mario Cresci, Franco Fontana, Mimmo Jodice. Mario Cresci si concentrò invece sull’aspetto antropologico e toccò a Paola Agosti puntare l’obiettivo sui protagonisti della Sapienza, gli studenti universitari.

Mario Cresci, “La Sapienza”, 1985 

I ragazzi degli anni Ottanta

“Li riconosci per i capelli dal taglio diverso rispetto ad oggi, per gli abiti di tutt’altra foggia, ma gli sguardi sono quelli di oggi” dice la storica dell’arte Ilaria Schiaffini, che per questa sezione è accompagnata da Alessia Venditti. “Di quella mostra del 1985 – aggiunge la studiosa – avevamo solo due-tre scatti, ma negli archivi dei maestri sono conservati provini e pellicole. Ed è grazie ai loro prestiti che abbiamo potuto ricomporre la galleria di foto dal piccolo formato e soprattutto in bianco e nero, per lo più dedicate al paesaggio della città universitaria”. Che appare per lo più vuota nei loro scatti.

Annette Schereyer, “Sapienza fotografata”, 2022 

Il secondo reportage

E vuota, comunque bellissima, è la Sapienza anche negli occhi di Andrea Jemolo, fotografo specializzato in architettura, che con altri sei colleghi è stato incaricato del nuovo reportage nei viali che partono da piazza Aldo Moro. “Lo stacco rispetto al 1985 sta nel grande formato delle immagini, nella consapevolezza della fotografia come fine arts, d’autore” sottolinea Schiaffini. Ecco allora la ritrattista Annette Schreyer che ha immortalato sette figure-cardine della vita alla Sapienza, dal portiere alla magnifica rettrice, Antonella Polimeno,  accanto a una mimosa nella stanza degli Organi collegiali. E se Massimo Siragusa si è concentrato sul paesaggio (di notte) e Alessandro Imbriaco ha portato avanti un suo progetto già avviato sulle lastre fotografiche e gli strumenti del Museo di Fisica, mentre il duo Caimi&Piccini ha affrontato le collezioni del polo museale della Sapienza, Riccardo Venturi si è dedicato agli allievi di oggi della Sapienza. E a quelli di ieri. Tra questi ultimi, il sindaco Roberto Gualtieri, la direttora centrale dell’Istat Laura Linda Sabbadini e il premio Nobel Giorgio Parisi che appare da bambino con grembiule e fiocco. Infine, ma non ultima, Valentina Vannicola ha messo in posa nella sua stage photography, alcuni studenti negli spazi anni Trenta della Sapienza, riflettendo sul senso di sospensione temporale indotto dalla pandemia.

Andrea Jemolo, “Sapienza fotografata”, 2022 

Esposti anche bozzetti, lettere e immagini d’archivio

Accanto alle committenze d’autore, la mostra propone materiali di archivio, bozzetti, lettere, fotografie vintage libri fotografici. E una proiezione di immagini d’archivio della città universitaria nella sua storia, dal 1935 ad oggi, selezionate da Camilla Ferrario e Arianna Laurenti: dalle celebrazioni mussoliniane ai bombardamenti del 1943, dai moti studenteschi degli anni Sessanta e Settanta a quello della Pantera.

(La mostra è aperta fino al 24 settembre, dal lunedì al sabato, tra le 15.00 e le 19.00; l’ingresso avviene dalla scalinata della terrazza situata sul retro del Rettorato; www.museolaboratorioartecontemporanea.it)

Riccardo Venturi, “Ritratto di Giorgio Parisi”, 2022 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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