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Shiva, adottato in India da una famiglia bergamasca muore a 26 anni a Barcellona: travolto da un tir mentre andava in vacanza

Era arrivato in Italia piccolissimo da una comunità di Bangalore. Da lì a Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo, adottato con sua sorella Arpita da una famiglia italiana con il Ciai, il centro italiano di aiuti all’infanzia che da anni si occupa di adozioni internazionali. Shiva Villano aveva 26 anni, era sempre impegnato nell’oratorio del suo paese, dove faceva anche il dj alle feste quando non era impegnato sul lavoro, in una azienda metalmeccanica di Trezzo. E’ morto sabato, in un incidente stradale a Barcellona, mentre con un collega stava raggiungendo il Marocco per le vacanze.

Un ricordo del ragazzo arriva da Paolo Limonta, maestro elementare milanese, ex assessore all’Edilizia scolastica e presidente del Ciai. Che di Shiva si ricorda bene, perché era arrivato in Italia sei mesi prima di suo figlio Rahul dalla stessa comunità indiana. Su Facebook Limonta ha scritto: “Quando Rahul è diventato nostro figlio, abbiamo organizzato innumerevoli occasioni per stare assieme a tutte le bambine e i bambini che erano arrivati da quella comunità.Shiva era il più piccolo del gruppo e, come tutti gli altri, non stava fermo un attimo. Shiva aveva due anni meno di Rahul. Shiva abitava a Capriate, in provincia di Bergamo ed era conosciuto e apprezzato da tutti. Sono cresciuti bene Shiva e Rahul. Perdendosi di vista, ma mantenendo quel legame naturale che si crea nelle situazioni come quelle che hanno vissuto loro. Sabato scorso Shiva è stato travolto da un camion vicino a Barcellona. Ho già detto più volte che la filosofia di CIAI, ogni bambino è come un figlio, non è solo una bellissima frase. È esattamente quello che noi di Ciai abbiamo dentro. E io, sabato scorso, ho perso un figlio. Tutti noi di Ciai, sabato scorso, abbiamo perso un figlio. Come mamma Piera e papà Nunzio, cui ci stringiamo in un abbraccio infinito. Shiva era un ragazzo fantastico. Non è giusto…”.

I genitori di Shiva hanno raccontato quello che è accaduto, per come è stato riferito loro, quel maledetto pomeriggio: i due ragazzi erano partiti venerdì sera, per arrivare a casa del collega, in Marocco. Ma sabato pomeriggio, durante una sosta per fare benzina su un’autostrada vicino a Barcellona alcune persone li hanno avvicinati. I due hanno capito che si trattava di un tentativo di raggiro e sono ripartiti. Poco dopo, però, si sono accorti di non avere più uno degli zaini in auto, si sono fermati sulla corsia di emergenza e sono scesi per controllare meglio. Lo zaino non c’era, probabilmente rubato proprio durante quella sosta, così Shiva e il suo amico stavano risalendo in auto quando un camion è arrivato alle loro spalle, investendo in pieno Shiva e di striscio il suo amico. I soccorsi sono arrivati, ma per il 26enne è stato tutto inutile.

Anche sua sorella Arpita ha lasciato un messaggio sui social: “Quanto ti volevo bene lo sappiamo solo io e te, quanto litigavamo e ci prendavamo in giro lo sanno tutti. Volevo ringraziare tutti per questa grandissima vicinanza, Shiva ci ha lasciato un enorme vuoto. Ciao brother, ricordati sempre quanto ti voglio bene”.

E l’associazione Ciai scrive: “Non riusciamo a trovare parole adatte per commentare questa terribile notizia. Non ce ne sono. Quello che possiamo fare è unirci in un forte abbraccio a Nunzio e Piera, i genitori, e alla sorella Arpita. Non dimenticheremo i sorrisi di Shiva, le sue risate, la sua vivacità che, quando era un bambino, riempivano di gioia e vitalità i momenti in cui ci si ritrovava tutti insieme. La grande famiglia Ciai, da sabato, è più povera”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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