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La favola di “Buba”, orfano, arrivato in Italia sul barcone, ora calciatore professionista ad Arezzo. “Corono un sogno”

Il calcio come riscatto, l’essere calciatore professionista come sogno che si realizza dopo una giovane vita di difficoltà, di paura, vissuta lontano da casa in cerca di un mondo migliore. L’ultima favola a lieto fine del mondo dei dilettanti toscani arriva da Arezzo e ha come protagonista

Samake Boubacar, nuovo attaccante della squadra amaranto che milita in Serie D. Samake, ribattezzato affettuosamente dai compagni “Buba”, nasce ventitre anni fa in Mali e la strada verso il successo e l’essere attaccante si mescola fin da subito con la povertà e le disgrazie della vita: dopo essere rimasto orfano e aver perso i genitori decide di scappare da Bamako grazie ai soldi dei suoi zii per cercare un futuro migliore.

Raggiunge la Libia, si ferma lì alcuni mesi e poi parte per la traversata, come tanti altri suoi coetanei, in barcone fino alla Sicilia nel 2017. Un viaggio della speranza, con la paura di non arrivare a destinazione: “Il viaggio è durato quattro giorni in cui ho avuto tanta paura. In alcuni momenti ho pensato anche di non farcela. Eravamo in una barca piccola e abbiamo dovuto combattere il mare in tempesta, fino a quando siamo stati soccorsi da una grande nave che ci ha portato in Sicilia”, ha detto Samake.

Con l’arrivo in Italia la passione per il calcio inizia a farsi cosa seria e “Buba” inizia ufficialmente a giocare a pallone in campania, vicino Avellino dove era stato trasferito: “Ho detto agli operatori di un centro che avrei voluto giocare a calcio”, racconta Samake e così le strutture locali si organizzano. Venti gol nel primo anno in Promozione, la chiamata nel San Tommaso in Eccellenza e poi nuovamente la Sicilia, stavolta da attaccante del Licata. Nell’isola arriva la consacrazione: 10 gol in Serie D suscitano l’interesse di tante squadre tra cui quello del Direttore Sportivo dell’Arezzo Paolo Giovannini che con un blitz e una trattativa lampo lo porta in Toscana facendolo firmare per il cavallino.

Non solo il calcio, Il presidente amaranto Guglielmo Manzo ha fatto firmare al giocatore un contratto di lavoro con una delle sue aziende per prolungarne il permesso di soggiorno in Italia. “Ho sempre sognato di fare il calciatore fin da bambino”. Quel sogno è diventato realtà e in toscana l’anno prossimo il mister Paolo Indiani potrà contare su un piccolo Drogba o Lukaku che partito dal niente ha raggiunto il suo paradiso.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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