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Il Cts: “Il bollettino non si tocca”. E Omicron corre: in Italia è all’81%

Omicron è ormai “largamente predominante” nel nostro Paese, visto che il 3 gennaio, quando è stata fatta l’ultima flash survey, resa pubblica oggi rappresentava l’80,7% dei casi. Tenere sotto controllo il suo andamento, attraverso l’analisi e la diffusione dei dati dei nuovi positivi, è fondamentale. Non ha senso quindi smettere di fare il bollettino giornaliero, ha sottolineato ieri il Cts, dopo che alcuni membri avevano chiesto di valutare l’ipotesi, avanzata nei giorni scorsi da alcuni tecnici. E proprio i dati di venerdì 14 gennaio rivelano un numero piuttosto alto di decessi. Sono stati 360 e se si sommano a quelli dei due giorni precedenti si raggiungono i mille. I casi sono stati 186.253 e nei reparti ordinari ci sono 371 persone in più rispetto a giovedì, mentre nei letti di terapia intensiva l’incremento è stato di 11 pazienti.

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di

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Il tasso di incidenza di casi di Covid 19, ha detto Gianni Rezza, che dirige la Prevenzione del ministero della Salute, “è particolarmente elevato, pari a 1.990 unità per 100mila abitanti. Anche l’Rt cresce ed è a 1,56”. Secondo Rezza ci vuole ancora molta prudenza perché Omicron, “anche se meno virulenta rispetto a Delta, è estremamente contagiosa e diffusiva, quindi può determinare una congestione delle strutture ospedaliere”. Osservando i dati degli ultimi giorni, si nota come la curva dei contagi si sia stabilizzata. Addirittura, secondo Ihme, l’istituto dell’Università di Washington finanziato dalla fondazione Gates che realizza proiezioni sull’andamento della pandemia, il picco delle nuove infezioni si sarebbe verificato martedì scorso. L’istituto ha appena fatto un aggiornamento dei dati. I decessi, invece, continueranno ad aumentare fino alla fine del mese, come già indicato in precedenza.

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Rezza sottolinea come sia fondamentale insistere sulla vaccinazione. L’attenzione, in questo momento, è concentrata sugli over 50, per i quali sta per scattare l’obbligo. In particolare si osservano i lavoratori, che senza vaccino non potranno più svolgere la loro attività. Sono ancora molte, circa due milioni, le persone scoperte. Nell’ultima settimana c’è stato un incremento di prime dosi in questa fascia di età, perché si è passati da 39 mila a 126 mila somministrazioni, ma comunque si procede piuttosto lentamente. I numeri, dicono dalla struttura commissariale del generale Figliuolo, sono “in forte crescita” per i bambini tra i 5 e gli 11 anni, l’ultima categoria coinvolta nella campagna. Negli ultimi sette giorni hanno ricevuto 356 mila somministrazioni, nel dettaglio circa 240 mila prime dosi e 116 mila seconde, “con un incremento del 77% rispetto a una settimana fa, quando il totale aveva di poco superato quota 200 mila”.

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Le Regioni aspettano la lettera del ministero della Salute, già scritta su carta intestata e con gli indirizzi dei destinatari, stando alla quale si potranno togliere dal conteggio settimanale dei letti ospedalieri occupati i pazienti sì positivi, ma ricoverati in reparti diversi da quelli Covid. È solo questione di tempo: l’ufficialità arriverà nei prossimi giorni. Intanto, ieri, la Campania è passata in zona gialla e la Valle d’Aosta in arancione proprio a causa dei posti letto occupati: le restrizioni saranno in vigore da lunedì. –


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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