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Giancarlo Pagliarini e il furto della borsa con i computer: “Milano è diventata una giungla, in 80 anni mai vista così”

“Adesso, quando chiudo il portone di casa, mi guardo a destra e sinistra. E se passa qualcuno, non entro se non è andato via. Ho 80 anni e non mi era mai successo”. La disavventura è capitata a Giancarlo Pagliarini, ex ministro del governo Berlusconi e leghista (bossiano) della prima ora, una settimana fa. “Tornavo dalla Liguria, dove ormai vivo – racconta – nella mia casa di via Morgantini. Il tempo di aprire il portone e qualcuno dalla mia macchina ha fatto sparire le borse con documenti e pc. Se trovano la password, mi fregano tutte le mie cose, la mia vita”. Era sera, e il più vicino ufficio denunce aperto era in Questura: Pagliarini si è presentato mostrando la app sul telefonino e i segnali dei device rubati. “Però la risposta che mi ha dato il poliziotto mi ha spiazzato: dovevo essere io ad andare nel luogo segnalato e da lì richiamarli. Ma è normale?”.

È la procedura standard, fanno sapere da via Fatebenefratelli: ci dev’essere la vittima presente sull’intervento della pattuglia, in modo da avere un riscontro immediato e sequestrare a colpo sicuro. Fatto sta che l’ex ministro e assessore alle 2 di notte compone il 112. “Questa volta il centralino mi passa i carabinieri – prosegue – e ne arrivano due bravissimi, che cercano di aiutarmi. Solo che, nel frattempo il segnale è scomparso e non si è più riacceso”. Morale, un inutile peregrinare notturno e quella sensazione addosso che si portano dietro tutte le vittime di furto. “Mi sento un pirla – sospira Pagliarini – dovevo stare più attento, potevo guardare subito la app per capire dov’erano i miei computer, ma cosa vuole, ormai sono rimbambito. Però mi sto rendendo conto che a praticamente tutti i miei amici, almeno una volta, è capitato di essere derubati. E Milano sta diventando una giungla”.

L’ex senatore sembra sul punto di buttarla in politica: “Per carità, non voglio mica far polemiche. Non credo sia colpa di questo o quel sindaco: magari questi ladri hanno già colpito, è che trovano sempre un giudice che li scarcera. Mica come in Svizzera, dove non c’è la cultura del poverino: a proposito, lì si festeggia il compleanno della confederazione”. O cara. “Anzi, una cosa di politica la dico: lei sa che Salvini non mi sta granché simpatico ma ha fatto bene ad andare in Stazione Centrale. Lì c’è insicurezza, ogni volta che arrivo in treno chiedo a mio figlio di venirmi a prendere. Ma si può?”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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