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David Rossi: i documenti della Postale sulle mail in cui il manager annunciava il suicidio inviati alla Procura di Siena un anno fa

Quando il giudice per le indagini preliminari Franca Borzone ha archiviato l’inchiesta genovese su come erano state condotte le indagini senesi sulla morte di David Rossi, ha trasmesso anche alcuni atti alla Procura di Siena.

Fra questi documenti c’è la relazione della Polizia Postale che ha sottolineato come le mail datate 4 marzo 2013, in cui l’allora capo comunicazione di Mps avrebbe annunciato le sue intenzioni di suicidio all’amministratore delegato Fabrizio Viola, in realtà furono create un giorno dopo la morte del manager, avvenuta il 6 marzo.

Il documento dunque è in mano ai magistrati di Siena da ormai un anno: l’archiviazione del gip è del 19 gennaio 2021.

La nuova inchiesta a Genova e l’interrogatorio di Aglieco

Nel frattempo a Genova nei prossimi giorni ripartiranno gli interrogatori di persone sentite come informate sui fatto. Uno è il colonnello dei carabinieri Pasquale Aglieco, che alla commissione parlamentare di inchiesta su David Rossi ha parlato di un episodio riguardante un magistrato, Antonino Nastasi (il pm dell’inchiesta sulla Fondazione Open di Matteo Renzi), che sul luogo del crimine avrebbe risposto al telefonino della vittima: a chiamare quella notte era la senatrice Daniela Santanchè, amica di Rossi. Dettaglio mai riferito ai magistrati genovesi.

A Repubblica il colonnello Aglieco ha spiegato: “Prima di tutto alla Commissione ho raccontato come sono andati i fatti sottolineando che non c’era stato nessun inquinamento delle prove visto che il pm poteva svolgere, come sempre accade in questi casi e nel logico rispetto delle modalità investigative, gli accertamenti che riteneva utili alle indagini. Non ne parlai con la Procura di Genova poiché la mia testimonianza quel giorno si concentrò soprattutto sulla questione dei presunti festini e non ci furono domande tese ad approfondire il sopralluogo di cui ho invece parlato davanti alla Commissione”.

La convocazione di Massimo Giletti

Verrà sentito anche il giornalista Massimo Giletti, che mercoledì 15 dicembre, nella trasmissione “Non è L’Arena”, aveva detto: “Una persona a me vicina mi ha detto ‘Guarda che nel fascicolo dei magistrati la polizia aveva portato altre 61 fotografie e altri 2 filmati di cui non c’è più traccia’”.

La Procura guidata dal capo facente funzioni Francesco Pinto e dall’aggiunto Vittorio Ranieri Miniati, chiamata a indagare per competenza su fatti riguardanti i colleghi toscani, ha aperto un fascicolo per atti relativi, al momento senza ipotesi di reato e senza iscrizioni sul registro degli indagati.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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