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Cittadinanza, Forza Italia vota lo ius scholae e il centrodestra si spacca

Forza Italia vota a favore dello ius scholae, la legge sulla cittadinanza per i bambini figli di stranieri, nati e cresciuti in Italia, a patto che abbiano frequentato la scuola per almeno cinque anni. La proposta di Giuseppe Brescia, il presidente grillino della commissione Affari costituzionali, ha spaccato il centrodestra. In commissione sì al testo da Pd, M5Stelle, Leu, renziani e forzisti. Coraggio Italia si è astenuta. I leghisti e Fratelli d’Italia hanno votato contro. Matteo Salvini e Giorgia Meloni non ne vogliono sentire parlare.  

È il primo passo concreto di una legge attesa da decenni, erede dello ius soli, ma completamente cambiata. Brescia ha insistito sul punto: “Non si discuterà di ius soli, una parolina magica che ha creato solo contrapposizioni lasciando tutto così com’è”. Renata Polverini, forzista, ex sindacalista Ugl, ha seguito il dibattito in commissione e commenta: “C’era già una mia proposta di cittadinanza per i bambini figli di stranieri legata al ciclo scolastico, ma non è stato facile convincere Forza Italia a schierarsi a favore”.  

Ius scholae, il testo base alla Camera: i figli degli immigrati diventano italiani dopo 5 anni di scuola

di

Giovanna Casadio

03 Marzo 2022

Alla fine, dice, l’ha spuntata. Elio Vito, liberal di FI, giudica “ottimo che Forza Italia abbia votato a favore”. Per Matteo Mauri, al quale il segretario dem Enrico Letta ha affidato il dossier sulla cittadinanza, è una “giornata di vittoria, ovviamente siamo solo al primo passo”. Ci sarà infatti l’iter degli emendamenti prima in commissione e poi in aula. Mauri ricorda i tantissimi giovani, circa 800 mila, italiani di fatto ma non di diritto. E ci sono tra questi circa 20 mila ragazzi ucraini già in Italia da tempo, ai quali evidentemente la Lega non esista a negare la cittadinanza. 

“L’Italia deve avere una normativa all’altezza”, sottolinea il capogruppo di Leu, Federico Fornaro. E Marco Di Maio, di Italia Viva,  ribadisce che “la scuola è il vero motore dell’integrazione”. Fratelli d’Italia considera da bocciare la proposta: “È lo ius insufficientiae. Basteranno infatti cinque anni di uno o più cicli scolastici senza alcun risultato conseguito, per essere italiani”, attaccano Emanuele Prisco e Augusta Montaruli.  

Nel merito. In due articoli, la legge sullo ius scholae prevede che “il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età, che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia e che, ai sensi della normativa vigente, abbia frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale, acquista la cittadinanza italiana”. Ne dovranno fare richiesta i genitori all’ufficio di stato civile del comune di residenza del ragazzo. 

Ammette che “il cammino sarà complicato”, la dem Barbara Pollastrini, ex ministra delle Pari opportunità e invita: “Adesso tutto il nostro impegno per migliorarlo e finalmente portarlo al traguardo”. Entro marzo la legge dovrebbe essere votata in aula a Montecitorio, a meno che la destra non faccia ostruzionismo.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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