in

Assalto alla Cgil, cinque nuovi arresti. C'è anche il vertice di Forza Nuova a Catania

Altri 5 indagati. Altre cinque misure cautelari – due ai domiciliari e tre obblighi di dimora –  tra le file della galassia nera che lo scorso 9 ottobre ha assalito il palazzo della Cgil a margine della manifestazione organizzata contro il Green Pass. La polizia questa mattina, 14 gennaio, ha fermato gli indagati accusati di devastazione e saccheggio. Tra questi c’è anche Giuseppe Bonanno Conti, leader della sezione catanese di Forza Nuova. Bonanno ha precedenti specifici ed è ai domiciliari. L’altro ai domiciliari viene da Genova ed è un attivista green pass. Obbligo di dimora per un militante di Bologna. Le altre misure riguardano due romani incensurati. Le indagini del procuratore Michele Prestipino e del sostituto procuratore Gianfederica Dito.

Assalto alla Cgil, processo per Fiore e Castellino il 2 marzo

03 Gennaio 2022

Gli inquirenti che lavorano all’inchiesta sull’assalto alla Cgil hanno dunque arricchito il registro degli indagati con altri cinque nomi. Gli agenti della Digos hanno identificato le altre cinque persone dopo aver nuovamente analizzato i filmati captati dalle telecamere di sicurezza e le immagini registrate con i cellulari da diversi testimoni.

Così mentre sono terminate le indagini su chi ha istigato quel manipolo di 50 persone che lo scorso nove ottobre, ponendosi alla testa di un corteo più ampio e agguerrito di 1.500 facinorosi, hanno assaltato la sede della Cgil, il fascicolo parallelo sui partecipanti alla rivolta continua ad ampliarsi.

Assalto alla Cgil, processo per Fiore e Castellino il 2 marzo

03 Gennaio 2022

Il reato ipotizzato, in questo caso, è quello di devastazione e saccheggio. I fatti sono accaduti a margine di una manifestazione di protesta contro il Green Pass.

Secondo la procura di Roma l’ex Nar Luigi Aronica, il leader romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, il suo mentore Roberto Fiore e altri esponenti della galassia nera  quel giorno hanno dato dimostrazione di una strategia eversiva che era già in cantiere da tempo. O almeno è questo che sostiene la procura di Bari, che lavora a un’indagine più ampia.

“Non è certo il clamore di singole azioni estemporanee, vili e deprecabili, a minare la determinazione e la credibilità delle Istituzioni che, a tempo debito, in linea con la  coscienza civile di questa città, sanno riscuotere i frutti del quotidiano e silente sforzo a garanzia della legalità democratica e del vivere civile”.Con queste parole il prefetto Matteo Piantedosi ha espresso massimo orgoglio e gratitudine per l’ennesima prova offerta dagli uomini della Questura di Roma che, con le loro indagini coordinate della Procura della Repubblica, hanno assestato un ulteriore colpo ai responsabili dell’assalto alla CGIL del 9 ottobre scorso.

Volevano assaltare i palazzi delle istituzioni. Hanno devastato la sede del più antico e grande sindacato italiano. Adesso però, giorno dopo giorno, chi ha partecipato all’assalto è costretto a nominare un avvocato per difendersi da accuse gravi. Nel frattempo i leader della protesta violenta si preparano ad affrontare il processo che inizierà il prossimo 2 marzo.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


Tagcloud:

Terremoti: Ingv, nel 2021 una scossa ogni mezz'ora

Green Pass, in giro con quello della figlia 12enne: solo due locali su 20 se ne accorgono