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Alluvione Marche, la mamma di Mattia esce dall'ospedale: “Senza mio figlio non voglio tornare a casa”

Silvia Mereu dopo sette giorni è stata dimessa ma non c’è il suo Mattia ad attenderla fuori dall’ospedale. E lei non vuole mettere piede nell’appartamento di San Lorenzo in Campo ora che il suo piccolo di 8 anni risulta ancora tra i dispersi dell’alluvione.

Sette giorni di buio, di attese disperate, di ritrovamenti che mettono addosso angoscia e paura per una realtà che non si vuole accettare. “Non portatemi in quella casa”, ha detto la farmacista alle persone più vicine. Silvia Mereu, 41 anni, è andata ad abitare nell’appartamento dei genitori ad Arcevia. Anche lì Mattia era la piccola mascotte del paese, come a Barbara.

Mattia, 8 anni, con il papà Tiziano Luconi (ansa)

La mamma sin dal primo giorno ha chiesto di poter lasciare l’ospedale per andare a cercare suo figlio ma una polmonite l’ha costretta al ricovero, oltre alle contusioni riportate durante l’alluvione. Giovedì dopo le dimissioni, invece, è stata accompagnata sul luogo delle ricerche dai familiari e da una assistente sociale. È rimasta alcuni minuti ma le condizioni di salute non le consentono ancora di rimanere a lungo fuori.


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Mamma e figlio, la sera del 15 settembre, erano in viaggio sulla Corinaldese quando il Nevola è esondato. Stavano tornando da Barbara, dove ha sede la farmacia. La loro Mercedes Classe A è stata sollevata dall’asfalto dalla forza della piena, poi l’acqua marrone ha cominciato a riempire l’abitacolo. “Ho deciso di lasciare la macchina per metterci in salvo”, ha dichiarato la mamma in una intervista in esclusiva a Repubblica. Mattia è autistico e non poteva urlare “ma io lo rassicuravo, lo tenevo più stretto che potevo a me, eravamo in quel mare di fango”, ha ricostruito la mamma a poche ore dal ricovero. Poi un’ondata ha diviso madre e figlio.

“Lui era aggrappato a un tronco, aveva gli occhi terrorizzati”. Immagini che Silvia Mereu non riesce a cancellare dalla sua memoria. “Io sono salita su un albero, non riuscivo più a raggiungerlo”, è la ricostruzione di Silvia Mereu. Il piccolo Mattia è scomparso nelle tenebre della notte. Silvia ogni giorno ha sperato che il bambino venisse ritrovato, con il passare dei giorni quel miracolo sembra sempre più lontano.

Da ieri, inoltre, sono cambiate le zone in cui vengono cercati Mattia e Brunella Chiù, la seconda dispersa. I vigili del fuoco hanno spostato le squadre di soccorso in contrada Coste tra la casa dove è morta a 77 anni Erina Febi e l’abitazione di Brunella Chiù e della figlia Noemi,  ritrovata due giorni dopo l’alluvione. “A monte abbiamo cercato in ogni anfratto. Adesso ci spostiamo a valle e abbiamo più uomini e mezzi”, spiegano dai vigili del fuoco. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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