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Alluvione di Livorno, l'ex sindaco Filippo Nogarin rinviato a giudizio per omicidio colposo plurimo

Tra le otto vittime di quella notte il più piccolo, Filippo Ramacciotti, aveva soltanto 4 anni. Morto insieme ai genitori e al nonno nell’alluvione che colpì Livorno nel settembre del 2017. Per quelle morti, più di quattro anni dopo, è stato rinviato a giudizio l’ex sindaco di Livorno del Movimento 5 stelle Filippo Nogarin, indagato per omicidio colposo plurimo insieme all’ex capo della protezione civile comunale Riccardo Pucciarelli, che invece è stato assolto in abbreviato. La decisione del gup è arrivata al termine dell’udienza preliminare che si è conclusa oggi al tribunale di Livorno.

Era la notte tra il 9 e il 10 settembre 2017. In poche ore, sulla città si riversò una quantità di pioggia pari a quella degli otto mesi precedenti: 175 millimetri in centro, 256 in collina, di questi 210 tra le 1,45 e le 3,45 della notte. Una bomba d’acqua che fece esondare due torrenti, il Rio Maggiore e il Rio Ardenza, che allagarono le strade e raggiunsero le abitazioni, causando le otto morti.

Da subito emersero polemiche e accuse per la gestione dell’emergenza nei confronti di Nogarin, accusato di non aver agito nonostante l’allerta “arancione” della protezione civile regionale. Lo stesso sindaco, che così come il capo della protezione civile livornese ha sempre ribadito la correttezza del suo operato, ammise di essersi attivato soltanto la mattina successiva, dopo le 6. “Il suo telefono era acceso – la linea difensiva dell’ex primo cittadino ripetuta dal suo avvocato, Sabrina Franzone – Nessuno però lo chiamò per avvisarlo degli allagamenti che stavano colpendo la città almeno fino alle 4,56 del 10 settembre”.

Nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore capo di Livorno Ettore Squillace Greco, i pm rilevarono “falle nell’organizzazione della struttura di protezione civile, al momento dell’evento carente di personale in servizio attivo o che non risultava in possesso di competenze adeguate… Il coordinamento delle procedure finalizzate alla tutela della popolazione – si legge in una relazione dell’accusa – è mancato nella quasi totalità”.

Per la procura, “un corretto coordinamento avrebbe permesso l’attivazione del centro operativo di coordinamento fin dal giorno precedente, dando seguito all’allerta arancione emanata alle 13 circa dalla Regione con validità dalla mezzanotte alle 23.59 del 10 settembre”. Nogarin, sindaco dal 2014 (nel 2019 non si è ricandidato, tentando invece la corsa al parlamento europeo), proprio in quelle settimane aveva avviato una riorganizzazione della protezione civile dopo aver scoperto e denunciato irregolarità del personale. “Porterò al processo leragioni che abbiamo sviluppato fino a ora”, ha commentato l’ex sindaco


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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