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Aborto negato a Malta: una turista americana rischia la vita per la legge più restrittiva d'Europa. A breve il trasferimento in Spagna

A Malta l’aborto è vietato in ogni sua forma, anche nei casi di stupro, incesto, anomalie del feto o rischi per la salute della madre. Il medico che aiuta una donna a interrompere la gravidanza rischia fino a 4 anni di carcere e il ritiro definitivo della licenza. La donna che abortisce rischia invece fino a 3 anni di carcere. Andrea Prudente, una donna americana incinta alla 16esima settimana che era in vacanza sull’isola, deve adesso sperare che il cuore del feto che porta in grembo smetta di battere. Perché pochi giorni fa ha avuto una prima emorragia, ieri le si sono rotte le acque e si è staccata la placenta. Non c’è alcuna possibilità che il feto – che è di una bambina – sopravviva. Ma i medici non possono praticare l’aborto perché la legge lo vieta. Così la donna rischia una setticemia, e quindi la vita.

A raccontare quello che è accaduto nel Paese europeo con la legislazione più restrittiva sull’interruzione di gravidanza sono stati gli attivisti di Doctors for Choice, che da tempo si battono per allentare le maglie di un divieto che costringe ogni anno centinaia di donne ad andare all’estero per interrompere gravidanze indesiderate o che presentano rischi di malformazioni per il feto e per la loro stessa salute.

Andrea Prudente era arrivata pochi giorni fa sull’isola con il compagno Jay Weeldreyer quando ha iniziato ad avere i primi dolori. Dal pronto soccorso di Gozo è stata trasportata all’ospedale Mater Dei: qui hanno capito che c’era stato un aborto spontaneo, e dall’ecografia i medici hanno visto il distacco della placenta. In questi casi il rischio è che attraverso le membrane rotte l’infezione possa passare nell’utero della madre. E la setticemia può portare alla morte. Ma, appunto, il feto ha ancora il battito cardiaco, quindi i medici hanno rifiutato l’interruzione di gravidanza chiesta dalla donna. Ribadiamo: per loro il rischio è di una condanna fino a 4 anni di carcere e la revoca della licenza. “La paziente ha chiesto l’interruzione della gravidanza, ma la sua richiesta è stata respinta. Le è stato detto che i medici possono intervenire solo se la morte è imminente, nemmeno contrarre un’infezione è sufficiente. Le è stato anche detto che i medici non possono nemmeno discutere con lei dell’opzione dell’aborto”, scrivono gli attivisti e le attiviste di Doctors for Choice.

L’attenzione internazionale sul caso ha però avuto il risutato sperato: nelle prossime ore Andrea Prudente verrà trasferita in Spagna. Le sue condizioni preoccupano comunque chi le sta accanto visto che il viaggio non sarà comunque privo di rischi data la sua condizione. Alla Bbc il compagno di Andrea, prima dell’autorizzzione al trasferimento, ha detto: “La bambina non può sopravvivere, non c’è niente che si possa fare: lo vorremmo tanto, ma non sarà così. E non solo siamo disperati perché stiamo perdendo la figlia che volevamo tanto, ma l’ospedale sta anche prolungando il rischio per la vita di Andrea”.

Gli attivisti maltesi – di Malta è la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola, e alla sua nomina c’erano state molte polemiche sulle sue posizioni antiabortiste – scrivono: “Il caso di Andrea solleva tante domande su come vengono trattate le donne nel nostro Paese e quale valore diamo alle loro vite. Stiamo davvero dando priorità alla loro vita o le stiamo trattando come semplici incubatrici? Possiamo fare molto meglio di così: le vite delle donne contano”.  Non è la prima volta che una turista viene portata via d’urgenza da Malta per poter avere un aborto: nel 2017 la donna fu trasferita in Francia.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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