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La battaglia sui tamponi, Calenda: «Lo Stato non è Babbo Natale». Sibilia: «Gratuito solo per i meno abbienti»

I punti chiave

5′ di lettura

L’entrata in vigore dal 15 ottobre dell’obbligo di green pass per lavorare, con la conseguente necessità per chi non è vaccinato di fare tamponi ogni 48 ore, infiamma gli animi. Accesi ancor più dall’indicazione del Viminale per i portuali di Trieste per evitare una «grave compromissione dell’operatività degli scali». Visto che il 40% dei portuali non ha il green pass, il Viminale ha invitato le imprese del settore portuale a valutare «di mettere a disposizione del personale» sprovvisto del certificato verde «test molecolari o antigenici rapidi gratuiti». Sui tamponi è polemica da tempo, con il fondatore del M5S Beppe Grillo che ha lanciato una «proposta di pacificazione», chiedendo che lo Stato fino al 31 dicembre stanzi un miliardo di euro per i tamponi. Ipotesi sulla quale è arrivato subito un netto no dal ministro del Lavoro Andrea Orlando. Bocciata anche da un pentastellato come il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, che userebbe il miliardo per aiutare le famiglie delle vittime del Covid. Poi c’è i ministro Brunetta che ha parlato di un costo psichico che aumenta il peso della non vaccinazione. E Matteo Salvini e Giorgia Meloni che puntano alla gratuità dei tamponi e all’allungamento della validità del test, anche non molecolare, per 72 ore. Anche il governatore Fedriga chiede semplificazioni e punterebbe su tamponi fai-da-te. Ecco le opinioni a confronto della politica sul delicato tema dei tamponi.

Grillo e i tamponi da un miliardo a carico dello Stato

Deve essere a carico dello Stato il tampone per l’ingresso nel posto di lavoro per il fondatore del M5s Beppe Grillo. Per Grillo il costo del tampone deve essere «solo anticipato dall’azienda ma pagato a conguaglio da Inps, come succede per la cig ordinaria sui versamenti dei contributi aziendali». Costo: un miliardo di euro.

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12 ottobre 2021 «Se lo Stato decidesse, come auspicabile, di pagare i tamponi per entrare in azienda, per questi lavoratori, servirebbe circa un miliardo di euro fino a dicembre 2021».

Orlando: no al tampone gratuito

Chiude ogni spiraglio il ministro del Lavoro Andrea Orlando. In risposta a Grillo il ministro ha sottolineato che mentre è ragionevole calmierare il costo dei tamponi, farlo diventare gratuito è un messaggio negativo per chi si è vaccinato, perchè sostanzialmente vorrebbe dire che chi si è vaccinato ha sbagliato.

12 ottobre 2021 «Io ho sempre detto una cosa, mi sembra ragionevole pensare a tutte le forme possibili di calmierazione, ma far diventare il tampone gratuito significa dire sostanzialmente che chi si è vaccinato ha sbagliato».


Fonte: http://www.ilsole24ore.com/rss/notizie/politica.xml


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