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Caso Fedez 1° maggio, si accende la polemica politica: i partiti chiedono riforma Rai

La maggioranza del governo divisa dopo l’attacco del rapper dal palco del Concertone alla Lega e le accuse alla Rai, che gli avrebbe chiesto di modificare il suo discorso omettendo nomi e cognomi. Centrosinistra e M5s difendono il cantante e chiedono chiarezza, secondo Forza Italia “nessuna censura”. E intanto si apre la partita delle nomine della Tv di Stato: Salvini chiede che “il prossimo Ad sia interno”, il Pd per una forte discontinuità

Sulle accuse di Fedez dal palco del concertone del 1° maggio di un tentativo di “censura preventiva” sulle sue critiche alla Lega per l’ostruzionismo al ddl Zan (LE REAZIONI), ora a scendere in campo è la politica. A far rumore soprattutto l’accusa che il cantante muove nei confronti della Rai, che gli avrebbe chiesto di modificare il suo discorso – dove citava dichiarazioni di esponenti leghisti contrari al disegno di legge Zan – omettendo nomi e cognomi. Pressioni e censure che vengono però smentite nettamente da viale Mazzini e dall’amministratore delegato Salini. E a scendere in campo sul tema della governance della tv di Stato sono Giuseppe Conte a Luigi Di Maio, da Enrico Letta – che a Nicola Zingaretti, da Andrea Orlando a Stefano Patuanelli. Centrosinistra e Movimento 5 stelle si schierano a difesa del cantante ma soprattutto chiedono chiarezza. E Matteo Salvini chiosa: “Fedez e Rai 3, polemica tutta interna alla sinistra. Aspettiamo che qualcuno paghi e si dimetta”. Intanto si apre anche la partita delle nomine Rai.

Centrodestra contro Fedez e il ddl Zan

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Le citazioni di dichiarazioni di esponenti leghisti scandite dal palco da Fedez non sono affatto piaciute al centrodestra, contrario al disegno di legge Zan. Dentro la maggioranza sul ddl restano profonde distanze: non solo la Lega ma anche Forza Italia è contraria al testo e con il capogruppo Occhiuto sostiene che Fedez non abbia subito alcuna censura. Anzi, “ha avuto modo di dire la sua durante un evento pubblico trasmesso dalla tv di Stato” .

Centrosinistra e M5s chiedono chiarezza

Il centrosinistra e il M5s chiedono chiarezza: il Pd aspetta dalla Rai parole di scuse e di chiarimento. E ringrazia Fedez perché “occuparsi di pandemia non vuol dire che non si possano fare battaglie per i diritti, come ius soli e ddl Zan”, afferma il segretario Enrico Letta. Mentre il ministro Andrea Orlando parla esplicitamente di opportunità per pensare a una nuova governance e mettere più distanza tra politica e Rai. Sulla necessità di riformare il servizio pubblico televisivo insiste anche il M5s. E Giuseppe Conte spiega: ”Io sto con Fedez. Nessuna censura”, per poi sostenere che ”questo è il momento giusto per riformare la Rai e sottrarla alle ingerenze della politica. Tutti i partiti concorrano”.

Si apre anche la partita delle nomine Rai

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Un altro tema scottante sarà quello delle nomine Rai: il dossier è sul tavolo del governo, il 30 aprile è scaduta la presentazione delle candidature per il consiglio d’amministrazione della tv pubblica. Nella seconda metà di maggio, è attesa poi l’indicazione, da parte del Tesoro, dei nomi dell’ad e del presidente, che dovrà essere votato a maggioranza di due terzi dalla Commissione parlamentare di vigilanza. Ma è già scontro: Matteo Salvini si scaglia contro la “sinistra lottizzatrice” e chiede un ad “interno e meritevole, senza tessere, parentele o amicizie importanti e sponsor di sinistra”. Altri toni sceglie invece il Pd, che sottolinea l’esigenza di una “fortissima discontinuità” nella governance e nelle gestione delle nomine. “Il Pd – dicono dal Nazareno – dimostrerà di essere diverso nelle azioni perché a parole sono decenni che tutti dicono che i partiti devono stare fuori dalla Rai salvo poi occuparla”.

Attesi chiarimenti dalla Rai

L’ad Fabrizio Salini intanto ha ribadito con fermezza ”di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti. Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori”. A fare chiarezza sarà la Commissione di Vigilanza Rai che probabilmente martedì o mercoledì ascolterà il direttore di Rai 3 Franco Di Mare per avviare un’indagine, come ha chiarito il presidente Alberto Barachini.

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