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Recovery plan, Draghi alle Regioni: “Supervisione a Palazzo Chigi con ministri, poi task force locali”

MILANO – A pochi giorni dalla scadenza (fine mese) del tempo per consegnare il Pnrr all’Europa, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha fatto il punto sul Recovery plan italiano agli enti locali spiegando innanzitutto quale sarà la governance per gestire gli oltre 200 miliardi del programma.

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08 Aprile 2021

La supervisione politica del Recovery plan è affidata a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti, ha spiegato Draghi illustrando un modello organizzativo a due livelli. La struttura di coordinamento centrale supervisiona l’attuazione del piano ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione europea, a seguito del raggiungimento degli obiettivi previsti. Accanto a questa struttura di coordinamento, agiscono una struttura di valutazione e una struttura di controllo. Le amministrazioni sono invece responsabili dei singoli investimenti e delle singole riforme. Inviano i loro rendiconti alla struttura di coordinamento centrale, per garantire le successive richieste di pagamento alla Commissione europea. Il governo intende inoltre costituire delle task force locali che aiutino le amministrazioni territoriali a migliorare la loro capacità di investimento e a semplificare le procedure.

Secondo quanto referito, all’incontro con gli enti locali il premier avrebbe sferzato: “Noi italiani abbiamo perso credibilità per la capacità di investire, dobbiamo riconquistarla. Dobbiamo cambiare tutto”. Durante la Conferenza unificata Stato-Regioni, che si aggiorna il 14 aprile, l’ex presidente Bce ha chiarito le priorità: “Il governo ha come priorità aiutare le fasce più povere della popolazione, spesso le più esposte alla crisi del Covid. Quindi nel piano è presente anche un importante intervento di rigenerazione dell’edilizia residenziale pubblica e sociale. Queste misure, insieme al rafforzamento del ruolo dei servizi sociali nazionali e al recupero delle infrastrutture sportive, sono mirate a intervenire sui fenomeni di emarginazione e degrado sociale e ridurre i divari tra le varie aree del Paese”.

Alcuni capitoli sono stati approfonditi: “Nell’ambito della missione “Istruzione e ricerca” potenziamo l’offerta di asili nido e scuole materne, che sono fondamentali per raggiungere una vera parità di genere”, ha spiegato Draghi. “Per quanto riguarda la digitalizzazione, puntiamo a una diffusione capillare della fibra ottica su tutto il territorio e in particolare nel Mezzogiorno”. Con uno sguardo al turismo: “Sosteniamo i settori culturali e creativi del Paese, duramente colpiti dalla pandemia. Ad esempio, vogliamo rendere le imprese del settore turistico più competitive, e permettere loro di digitalizzare i propri servizi”.

Parlando di una “occasione unica” e di una sfida che si vince “insieme”, ha rimarcato che “un’opportunità che dobbiamo cogliere” è in particolare quella della transizione ecologica e digitale. “Dobbiamo essere consapevoli – ha sottolineato – della portata storica di questo piano, è un’occasione unica” per migliorare le scuole e modernizzare la burocrazia. “E’ importantissimo spendere e spender bene”. “Nell’ambito della transizione ecologica – ha aggiunto – investiamo nella tutela del territorio e delle risorse idriche. In particolare, intendiamo prevenire e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni di dissesto idrogeologico e accelerare, in maniera decisa, la ricostruzione nelle aree che hanno subito gravi eventi sismici negli ultimi decenni”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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