in

Operai, corrieri, addetti alle pulizie e personale dei ristoranti: ecco dove “tira” l'offerta di lavoro in somministrazione

MILANO – I settori in fase più avanzata di ripartenza economica dopo la crisi del Covid dettano il ritmo alle richieste di personale in somministrazione. E non a caso la ripresa della produzione industriale alimenta la domanda di operai per il settore manifatturiero; il boom delle vendite online e delle consegne a domicilio chiama braccia per i settori trasporti, logistica e magazzino; i nuovi bisogni di sicurezza sanitaria fanno nascere le figure di addetti a pulizie e sanificazione; e la rinnovata possibilità di fare attività in socialità, che erano azzerate, si riscontra nell’aumento di fabbisogno di cuochi, camerieri, lavapiatti e responsabili di sala.

Calcola il tuo stipendio giusto

A mettere in fila queste dinamiche è l’osservatorio di Iziwork, società francese che è sbarcata in Italia per affrontare il lavoro in somministrazione con una forte impronta tecnologica, che ha analizzato le richieste di oltre 250 aziende-clienti su un database di circa 280mila figure professionali nel periodo tra marzo e settembre. Il focus è in particolare sulle aree territoriali dove la startup ha un hub di riferimento, ovvero Brescia e Milano per la Lombardia, il Piemonte presidiato da Torino, l’Emilia-Romagna da Rimini e Bologna, il Friuli-Venezia-Giulia da Pordenone e il Veneto da Verona.

Dove si concentra la domanda delle aziende 

Tra i settori sui quali è particolarmente attiva, emerge la ricerca di operai e addetti alla produzione, generici e specializzati, che arriva a pesare per il 23,2% del totale delle offerte pubblicate dalla startup a livello nazionale “a conferma di un andamento positivo per il settore che ha retto anche dopo lo sblocco dei licenziamenti di luglio”. L’offerta in somministrazione segue ovviamente le caratteristiche di densità industriale, e infatti nell’area di Brescia arriva a superare i due terzsi del totale, ma è forte anche in Friuli-Venezia-Giulia (51%) e in Piemonte (29,8%). Si scende invece nell’area metropolitana di Milano, dove la sovraesposizione a terziario e servizi fa scendere la domanda al 17,6% del totale. Il capoluogo lombardo svetta invece per la ricerca di professionisti della Ristorazione (29% delle offerte pubblicate a Milano), trend in forte ripresa soprattutto nelle grandi città e dopo che i lockdown hanno fatto fuggire molti addetti che si sono ritrovati dall’oggi al domani senza un’occupazione.

Tra gli ambiti che invece sono nati quasi dal nulla, ci sono i profili legati strettamente all’emergenza sanitaria. E quindi l’osservatorio nota la nascita di nuove figure come addetti alle pulizie e sanificazione, quelli che mettono in sicurezza gli ambienti comuni come scuole, uffici, locali e negozi. In quasi tutti i territori presidiati cresce la domanda, che pure resta intorno al 4% a livello nazionale ma arriva al 28% delle offerte pubblicate a Milano, al 20% nell’area Friuli-Venezia-Giulia e al 10% in Emilia-Romagna e Veneto.

Ultima categoria dinamica è quella legata a un’altra tendenza emersa con la pandemia, ovvero il boom delle vendite online e dei servizi di home delivery che richiede addetti per il trasporto, la logistica e l’organizzazione dei magazzini. A livello nazionale si arriva a coprire il 21,46% delle offerte di lavoro con queste voci e magazzinieri, corrieri e addetti al magazzino rientrano nella top 5 dei lavori più ricercati in tutti i territori presidiati dalla startup. La punta di richieste arriva dal Piemonte, con il 38,4%.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


Tagcloud:

Scuola, verso lo sciopero generale del 10 dicembre

Domande e risposte sulla terza dose: chi ha avuto AstraZeneca sarà avvantaggiato dal cambio di vaccini