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Manovra, Bankitalia: “Per tagliare il cuneo fiscale agire su detrazioni e bonus”

MILANO – Giornata densa per il lavoro parlamentare intorno alla Manovra, con un menu di audizioni alla Commissione Bilancio di Camera e Senato che parte dal mattino presto per arrivare, a sera, con l’ospite-clou: il ministro dell’Economia, Daniele Franco.

Sarà ascoltato, dunque, nel mezzo del negoziato decisivo con i partiti di maggioranza per arrivare a definire entro la settimana come allocare gli 8 miliardi che la manovra ha a disposizione per ridurre il peso del fisco che grava sugli italiani. Al tavolo della vigilia sono planate ben sei simulazioni tra cui scegliere, sulla base di una divisione di massima che prevede sei miliardi al taglio dell’Irpef, visto che tagliare l’Irap ne costa due. Per quanto riguarda l’Irpef, i tecnici del ministro Franco hanno lavorato a simulazioni che vedono il ritocco di due aliquote, quella al 38% e quella al 27%. Tagliare di un punto la prima, quindi toccando i redditi nello scaglione 28-55mila euro, costa circa un miliardo di euro. Invece un punto della seconda, che comprende i redditi tra 15-28mila, costa due miliardi. Altre simulazioni sono state fatte sulle modifiche al sistema delle detrazioni, per le quali ci sono almeno due opzioni. Anche sul taglio dell’Irap sono almeno due gli interventi su cui si ragiona: per aiutare le imprese più  piccole, si metterebbe sul tavolo sia l’abolizione della tassa su società di persone e ditte individuali, sia l’idea di fissare una soglia di produzione sotto cui scatta l’esonero. Oggi si è tenuto un nuovo incontro ma il tavolo, che ha in primo luogo focus sull’Irpef, si è aggiornato a giovedì mattina. “Aspettiamo altre simulazioni, abbiamo discusso ancora su Irpef e Irap, tendenzialmente la scelta è quella di andare sulle aliquote, con una valutazione che sia conforme al documento approvato dal Parlamento però dobbiamo vedere le ricadute e la valutazione”, ha spiegato il viceministro del Mise Gilberto Pichetto (Fi), al termine del tavolo. “E’ ancora aperto tutto il ragionamento Irap, sul quale vedremo come muoverci rispetto al verticale, orizzontale o sistema misto, si sta ragionando anche sul sistema misto, però è tutto ancora da valutare”.

“Va benissimo un importante taglio di tasse per dipendenti e pensionati, ma la Lega porta al tavolo una richiesta di forte intervento anche per partite Iva e autonomi che più di tutti hanno sofferto i lockdown, basti pensare alla chiusura di 300mila attività in 18 mesi. Per questo è necessario l’azzeramento dell’Irap per partite Iva e lavoratori autonomi”, ha chiarito oggi il leader della Lega, Matteo Salvini.

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22 Novembre 2021

Bankitalia: “Attenzione a taglio Irap, finanzia sanità”

Proprio sulla partita del Fisco si è soffermata Bankitalia, che ha portato le sue considerazioni sulla Manovra con il capo del Servizio di Struttura economica, Fabrizio Balassone: “Poiché i redditi da lavoro dipendente rappresentano poco più della metà del reddito complessivo dichiarato, l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale che grava su di essi sarebbe più efficacemente raggiungibile con la revisione di detrazioni e trattamento integrativo”, cioè l’ex bonus Irpef, “piuttosto che con la sola riduzione delle aliquote che favorirebbe anche i redditi diversi da quelli da lavoro dipendente”, ha detto sottolineando allo stesso tempo che per il taglio Irap bisognerà tenere conto del finanziamento del Sistema sanitario nazionale, “individuando soluzioni alternative”.

Via Nazionale concorda con l’impostazione del governo sulla previdenza. Le scelte sulle pensioni “sono giustamente prudenti; in un contesto demografico avverso va tenuto sotto controllo l’onere che ricade su coorti di lavoratori che si vanno assottigliando”, ha sottolineato Balassone. “I contenuti margini disponibili nell’immediato possono essere utilizzati per facilitare l’uscita dal lavoro di chi svolge mansioni particolarmente dure o è in condizioni di salute precarie (la proroga e l’ampliamento dell’Ape sociale andrebbero in questa direzione). Quando le pressioni sui conti pubblici si saranno ridotte, si potranno estendere i margini di flessibilità in uscita”. Proprio per quel che riguarda i conti pubblici, l’indicazione che arriva da Palazzo Koch è “che eventuali margini di manovra derivanti da un andamento dei conti pubblici migliore delle attese venissero utilizzati per accelerare il processo di riduzione del debito“.

Confermando una crescita attesa superiore al 6% per quest’anno, Bankitalia si è anche soffermata sul Reddito di cittadinanza, rimarcando che l’efficacia degli interventi contenuti in manovra “andrà verificata. Essi presuppongono una forte capacità di intermediazione da parte dei centri per l’impiego; in alcuni casi riguardano aspetti di difficile applicabilità, come ad esempio la definizione di ‘congruità’ di una proposta di impiego. Meccanismi di incentivo più semplici – come una progressiva decurtazione dell’assegno, indipendentemente dal rifiuto di un’offerta (come avviene per la NASpI), e una riduzione delle aliquote marginali effettive dovute al venire meno del beneficio in caso di aumento del reddito – potrebbero essere più efficaci”.

Corte dei Conti: “Misure sulle pensioni non del tutto positive”

Dubbi sulle misure in materia pensionistica sono arrivati dalla Corte dei Conti, per la quale su questa parte la manovra “non è del tutto positiva”. Anche se “si conferma la piena adesione al principio contributivo, non si rimuove la forte incertezza che si è determinata nel sistema a seguito delle misure recate dal dl 4/2019”, ovvero con Quota 100. Per i magistrati contabili si auspica la proroga dell’Ape con un allargamento della platea e si ritiene necessario affrontare “su base strutturale il tema di come garantire una maggiore flessibilità preservando le caratteristiche proprie del sistema contributivo”.

Upb: “Sul Fisco solo principi fondamentali”

Di nuovo sul Fisco si è concentrato l’Ufficio parlamentare di bilancio, che ha dedicato un capitolo della sua analisi anche al Superbonus. Gli interventi inseriti nella legge di bilancio “presentano elementi di indeterminatezza e si prospetta, per taluni aspetti, una manovra in divenire, in cui viene operato il rinvio di alcune scelte la cui definizione avverrà verosimilmente lungo l’iter parlamentare di approvazione”. E’ il giudizio del presidente dell’Upb, Giuseppe Pisauro. “La riforma fiscale, ad esempio, – ha spiegato in audizione – risulta per ora delineata solo nei suoi principi fondamentali, con la sola definizione complessiva dello stanziamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale e l’indicazione di massima del campo di intervento”.

Tra gli interventi operati dalla manovra sul reddito di cittadinanza, “la riduzione del numero di offerte rifiutabili da tre a due (di cui una sull’intero territorio nazionale) potrebbe rivelarsi fin troppo restrittiva”, ha detto Pisauro. D’altro canto, “la revisione del RdC operata con il ddl di bilancio lascia immutate le principali criticità evidenziate nel corso del dibattito che si è sviluppato su questo strumento come mezzo di contrasto della povertà, oggetto anche della recente Relazione del Comitato scientifico per la valutazione del reddito di cittadinanza. Tra le questioni più discusse: una scala di equivalenza che sfavorisce le famiglie numerose, malgrado sia nota la maggiore concentrazione della povertà tra i minori rispetto ad altre fasce di età; l’elevata aliquota marginale che scoraggia il lavoro regolare (80 per cento e 100 per cento con l’aggiornamento della dichiarazione Isee); la lunghezza del periodo richiesto di residenza in Italia; il peso del patrimonio nella selezione dei beneficiari, in considerazione della difficile liquidabilità dello stesso”. “Le questioni strutturali sono ancora lì sul tappeto”, ha aggiunto Pisauro.

Cnel: “Bene manovra espansiva, serve di più per giovani e donne”

Restando alle audizioni sulla Manovra, a rompere il ghaccio è stato il presidente del Cnel, Tiziano Treu: “Apprezziamo l’impostazione espansiva della manovra. Abbiamo, però, rilevato che il tema giovani è oggetto di scarsa attenzione, e anche sulle donne è urgente varare delle linee guida, necessarie per un’applicazione effettiva”, ha rimarcato in audizione. “Non puo’ aversi sostenibilità della crescita senza maggiore lavoro stabile”, aggiunge Treu. Criticità anche sul fisco, sia per il “rinvio” delle decisioni di merito sia perchè 8 miliardi ripartiti su Irpef e Irap “non paiono sufficienti a realizzare una riforma strutturale dell’Irpef, che è il vero nodo, in un’ottica di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie di lavoratori e pensionati”; inoltre un intervento sull’Irap rischia “di pregiudicare le risorse delle regioni alla sanità”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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