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Le Borse di oggi, 24 novembre 2021. Listini deboli, il Pil Usa leggermente sotto le attese: +2,1%

MILANO – Ore 16. Si indeboliscono gli scambi sui mercati europei, a metà giornata, mentre Wall Street si muove in rosso. Gli occhi sono puntati ancora sulle decisioni che prenderanno i governi per contrastare la recrudescenza della pandemia. Sul fronte dei dati macro si registra la delusione dall’indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche (calato a novembre a 96,5 punti, più delle stime) e la crescita trimestrale del 2,1% del Pil Usa, anche in questo caso sotto le aspettative che erano per un +2,2% (ma comunque sopra il +2% della lettura precedente). Da segnalare, però, che contemporaneamente le richieste di sussidi per la disoccupazione sono scese a 199mila nell’ultima settimana, miglior dato da inizio pandemia.

Nel Vecchio continente, Milano azzera i guadagni (+0,03%) dell’apertura, Londra sale dello 0,1%, Parigi gira in rosso dello 0,4% e Francoforte dello 0,9%. Wall Street apre negativa: si paventa una nuova mossa della Fed, dopo che il governatore della banca centrale di San Francisco Mary Daly ha fatto sapere di essere d’accordo con un’accelerazione del tapering e di non essere sorpresa se l’anno prossimo la banca centrale taglierà per una o due volte i tassi. Questo perchè è vero che il Pil nel III trimestre è risultato sotto le attese ma è anche vero che l’economia sembra accelerare nuovamente nel IV trimestre. Lo suggeriscono il crollo dei sussidi settimanali, in linea con i dati su vendite al dettaglio e sull’attività manifatturiera nonchè gli altri dati macroeconomici relativi alla bilancia commerciale agli ordini durevoli. Il Dow Jones perde lo 0,61%, lo S&P 500 lo 0,51% e il Nasdaq lo 0,62%. In serata, verranno resi noti i verbali della Fed.

Segnali contrastanti sono giunti anche dalle Borse asiatiche: al centro dell’attenzione degli investitori i timori legati all’inflazione e le aspettative di una politica monetaria più rigida della Fed. Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,58% a 29,302.66 punti. Male anche la borsa di Seoul -0,14% mentre Hong Kong avanza dello 0,6% e Shanghai fa +0,17%.

Piazza Affari: ecco il piano Enel, focus su Tim

A Piazza Affari occhi puntati sempre su Tim, ieri in calo dopo che Vivendi ha chiarito che non vuole cedere la sua quota e rende dunque complicata l’Opa prospettata da Kkr. Oggi il titolo si muove di nuovo in netto rialzo. Ma anche sull’Enel, in cauto rialzo (segui) dopo che ha presentato il nuovo piano industriale: prevede di mobilitare investimenti per complessivi 210 miliardi di euro tra il 2021 e il 2030, dei quali 170 miliardi investiti direttamente dal Gruppo Enel (+6% rispetto al Piano precedente) e 40 miliardi di euro catalizzati da terzi. Di “grande svolta” ha parlato il numero uno, Francesco Starace presentando una politica di cedole che prevede un dividendo per azione (“Dps”) fisso che si prevede cresca del 13% dal 2021 al 2024, fino a raggiungere 0,43 euro/azione. Il gruppo anticipa poi di 10 anni il proprio impegno ‘Net Zero’, dal 2050 al 2040, sia per le emissioni dirette sia per quelle indirette, prevede un margine operativo lordo (ebitda) tra 18,7 e 19,3 miliardi nel 2021 fino al 21-21,6 nel 2024. L’utile nel 2021 è previsto 5,4-5,6 miliardi fino a 6,7-6,9 del 2024.

Petrolio, l’Opec prepara contromosse agli Usa

Grande attenzione, infine, sul petrolio che viaggia in rialzo sui mercati asiatici in attesa dei dati sulle scorte di greggio negli Usa. Ieri gli Stati Uniti hanno annunciato che rilasceranno milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche in coordinamento con Cina, India, Corea del Sud, Giappone e Gran Bretagna, per raffreddare i prezzi dell’energia. Proprio oggi, Pechino ha confermato che attingerà alle sue riserve per far scendere i prezzi dell’oro nero. “La Cina attingerà alle sue riserve nazionali di petrolio e prenderà altre misure necessarie per mantenere la stabilità del mercato, secondo le sue attuali esigenze e condizioni”, ha detto ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian. Ma il mercato teme che diventi un boomerang con una risposta dell’Opec e secondo il Wsj Arabia Saudita e Russia potrebbero infatti imporre uno stop al programma di crescita della produzine definito per questi mesi (400mila barili al giorno fino a tornare ai livelli pre-pandemia). Infatti i prezzi del petrolio scendono solo leggermente, dopo esser saliti per altro alla vigilia, e i future sul greggio Wti cedono lo 0,29% a 78,27 dollari al barile mentre quelli sul Brent calano dello 0,44% a 81,95 dollari al barile.

Il giudizio del Financial Times a questo punto è netto: fallisce il piano del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, di domare il prezzo del petrolio con il rilascio di 50 milioni di barili dalle riserve Usa. E’ quanto esprime il quotidiano della City all’indomani della decisione dell’America di rilasciare milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche in coordinamento con Cina, India, Corea del Sud, Giappone e Gran Bretagna, per raffreddare i prezzi dell’energia. Anzi il rischio è che l’iniziativa possa essere controproducente. Dopo i tanti appelli all’Opec+ di incrementare l’offerta, Joe Biden ha deciso di fare da solo spiegando che questa mossa servirà a ridurre il problema del caro-benzina. Ieri Biden ha anche accusato i colossi del petrolio Usa: “Le società stanno pagando meno, ma guadagnano molto di più. E questo è inaccettabile”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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