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Le Borse di oggi, 15 settembre. Frena la Cina, listini incerti

MILANO – Ore 9:30. Sessione incerta sui mercati asiatici e aperture deboli per quelli europei. A orientare l’umore degli investitori ci sono soprattutto i dati provenienti dalla Cina, che indicano una crescita economica ma con un ritmo inferiore alle attese. 

Nelle prime battute di contrattazioni, Parigi è invariata mentre Francoforte sale dello 0,05% e Londra lima lo 0,06%. Piatta anche Milano, dove si mette in evidenza Mediaset che chiude il semestre con 227 milioni di utili.

Preoccupa in particolare il rallentamento delle vendite al dettaglio in Cina che sono salite del 2,5% da un anno prima, il ritmo più lento da agosto 2020. Gli analisti si aspettavano una crescita del 7,0% in agosto, dopo un aumento dell’8,5% in luglio. Gli investimenti in attività fisse sono aumentati dell’8,9% nei primi otto mesi da un anno prima, mancando di poco le aspettative per un aumento del 9,0% e rispetto a un salto del 10,3% in gennaio-luglio. Anche la produzione industriale è risultata leggermente sotto le attese: è cresciuta del 5,3% in agosto rispetto allo stesso periodo di un anno fa, mentre gli analisti si aspettavano un balzo del 5,8%. L’economia cinese ha registrato una ripresa straordinariamente forte dopo un crollo guidato dal coronavirus, ma lo slancio è rallentato negli ultimi mesi mentre le imprese sono alle prese con sporadici focolai di Covid 19, strozzature di approvvigionamento e alti costi delle materie prime.

Ci sono, poi, singoli casi ad agitare i mercati asiatici. Il possibile fallimento del colosso del real estate Evergrande, in primo luogo, che potrebbe metter a repentaglio numerosi settori. Fitch ha declassato il China Evergrande Group a “CC” da “CCC+”. Evergrande ha lottato per raccogliere fondi per pagare i suoi molti creditori e fornitori, mentre le autorità di regolamentazione hanno avvertito che i suoi 305 miliardi di dollari di passività potrebbero scatenare rischi più ampi per il sistema finanziario del paese se non stabilizzato. L’agenzia di rating ha annotato che 572 miliardi di yuan (88 miliardi di dollari) dei prestiti di Evergrande erano detenuti da banche e altre istituzioni finanziarie, ma le banche possono anche avere un’esposizione indiretta ai fornitori dello sviluppatore, ai quali sono dovuti 667 miliardi di yuan per beni e servizi. C’è poi una nuova stretta in vista, questa volta sul settore dei casinò di Macao, con il governo che chiede maggiore regolamentazione e i titoli del settore che crollano in Borsa.

Tokyo ha chiuso in calo dello 0,52%, Shanghai ha limato lo 0,17% e Hong Kong ha pagato il conto più pesante con un calo dell’1,7%. Ieri sera, Wall Street ha chiuso debole con il Dow Jones a -0,8%: non è bastato il raffreddamento dell’inflazione a tranquillizzare i mercati.

Dopo il ritracciamento del dollaro a causa della crescita meno intensa del previsto dell’inflazione Usa, l’euro apre poco mosso sopra quota 1,18 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1805 dollari e a 129,36 yen. Dollaro/yen a 109,58. Tra le materie prime, il prezzo del petrolio è in rialzo sui mercati internazionali. Il Wti americano segna +0,79% a 71,02 dollari al barile. Il Brent quotato a Londra è invece a 74,16 dollari, in rialzo dello 0,76%.

Avvio stabile per lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi che è sotto quota 100 punti base. Il differenziale si attesta a 98,9 punti, con un rendimento dei titoli italiani allo 0,654%.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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