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Fisco, accordo tra i partiti: giù le aliquote Irpef. Un miliardo per il taglio Irap. Confindustria all'attacco. “Scelte senza visione sul futuro”

MILANO – I partiti della Maggioranza trovano un’intesa sul fronte del Fisco. L’accordo prevede un intervento massiccio soprattutto sul fronte dell’Irpef, con una riduzione degli scaglioni da cinque a quattro e un calo delle aliquote centrali: quella al 27% scenderà al  25% e quella al 38% scenderà al 35%. Più ridotto invece l’intervento destinato all’Irap, che dovrebbe valere solo un miliardo degli 8 totali messi a disposizione in Legge di Bilancio, così come minime correzioni dovrebbero essere reallizzate sulla no tax area. “C’è l’accordo politico ad agire sulle aliquote Irpef. E altrettanto un ragionamento sull’Irap che vede una scelta verticale, partendo dalle 850mila persone fisiche, autonomi e ditte individuali, aggiungendo eventualmente le start up. Questo è l’accordo politico, ora Franco ne deve parlare con Draghi, noi con i nostri partiti e poi rivederci”, ha detto il viceministro al Mise Gilberto Pichetto al termine del tavolo al Mef.

Un accordo che incontra la ferma opposizione di Confindustria. “Se la bozza d’intesa tra partiti di maggioranza in materia fiscale dovesse essere confermata, saremmo in presenza di scelte che suscitano forte perplessità perché senza visione per il futuro dell’economia del nostro Paese”, avverte Confindustria, che ribadisce la richiesta di aprire un confronto: “Vogliamo sperare che il Mef e il Governo tutto si renda conto di quanto sta accadendo e convochi al più presto congiuntamente le parti sociali, così come più volte richiesto”. Più prudente il segretario della Cgil Maurizio Landini:  “L’accordo con noi non è ancora stato trovato. Noi siamo in attesa di una convocazione. Come è noto noi pensiamo che gli 8 miliardi dovrebbero andare tutti ai lavoratori dipendenti e pensionati e non è il momento, questo, momento dell’Irap”, ha detto. “Bisogna capire a modo come viene fatto, perché dobbiamo tutelare a partire dai salari più bassi – ha aggiunto il leader Cgil. “Quindi c’è il problema di capire bene come sarà fatta sostanzialmente questa riforma”. In ogni caso, ricorda il segretario della Cgil, “siamo in attesa rispetto all’impegno che il governo si era preso con noi di essere convocati per discutere del fisco, delle pensioni e di alcuni temi che riguardano la legge di bilancio. Vedremo nei prossimi giorni cosa succede”.

Fisco, duello su Irpef e Irap. Ipotesi quattro aliquote

di

Valentina Conte

24 Novembre 2021

L’effetto “a cascata” anche sui redditi più alti

Come detto scendono da 5 a 4 le aliquote Irpef, la fascia di reddito fino a 15mila resta al 23%, quella 15-28mila va dal 27% al 25%, quella 28-50mila va dal 38% al 35%, mentre oltre i 50mila si passa direttamente al 43%. Per come funziona il pagamento dell’imposta il taglio delle aliquote più basse va a beneficiare “a cascata”, in misura minore, anche i redditi più alti. Ad esempio, un contribuente con 45 mila euro di reddito, oltre al 23% applicato sui primi 15 mila euro di reddito, vedrebbe ridotto dal 27 al 25% il prelievo per la quota fino a 28 mila euro e dal 38 al 35% per la quota da 28 a 45 mila.

L’incognita della fascia 50-55 mila euro

Con queste modifiche l’unico ritocco al rialzo secco riguarderebbe i contribuenti nella fascia di reddito tra i 50 e i 55 mila euro, a cui oggi è applicata un’aliquota al 38% e che domani passerebbero al 43%. L’operazione però – assicurano fonti della Maggioranza – sarebbe nel peggiore dei casi neutrale, cioè nessuno si troverebbe a pagare più tasse. Da un lato infatti – come spiegato sorpa –  il rialzo per i redditi sopra i 50 mila euro sarebbe compensato dalle minori tasse versate entro quella soglia di reddito, dall’altro sarebbe previsto un aumento delle detrazioni, mettendo quindi al riparo i contribiuenti da un aumento del carico fiscale.

L’Irpef da riformare. Con il taglio dell’aliquota risparmi fino a 540 euro

di

Raffaele Ricciardi

31 Ottobre 2021

La riforma dell’Irpef e il taglio dell’Irap sono entrambe “un primo passo strutturale, non solo per il 2022”. E si resta “entro gli 8 miliardi” che ci sono sul tavolo, ha detto ancora Pichetto. “C’e’ un accordo di massima su uno stanziamento di un po’ piu’ di 1 miliardo per la riduzione dell’Irap”. Lo ha riferito il viceministro dello Sviluppo economico, Gilberto Pichetto Fratin, al termine del tavolo al Mef sul taglio delle tasse. L’intesa, ha spiegato Pichetto, prevede “l’esclusione dall’Irap per tutte le ditte individuali e i lavoratori autonomi e dovrebbero rientrarci anche le start-up innovative”.

Le critiche di Confindustria

Secondo Confindustria “La sforbiciata alle aliquote Irpef disperde risorse limitate a soli otto miliardi, con effetti impercettibili sui redditi netti delle famiglie italiane, soprattutto qualora il taglio fosse finanziato anche da una copiosa eliminazione delle agevolazioni Irpef”. “La soluzione raggiunta – prosegue la nota – non dà certezze che tali benefici potranno essere mantenuti nelle annualità future, non da’ alcuna risposta a poveri e incapienti, limita l’intervento sull’Irap alle persone fisiche senza migliorare la competitivita’ delle imprese, non interviene in alcun modo a favore di giovani e donne che hanno piu’ di altri pagato questa crisi. Se lo sommiamo agli errori sin qui compiuti sulla revoca di importanti agevolazioni, quali il Patent Box e la rivalutazione ed il riallineamento dei valori patrimoniali degli asset d’impresa, e al calo pluriennale degli incentivi Industria 4.0, significa inequivocabilmente non tenere in alcuna considerazione le imprese che garantiscono l’occupazione nel Paese e che stanno trainando la ripresa economica. Vogliamo sperare che il Mef e il governo tutto si renda conto di quanto sta accadendo e convochi al piu’ presto congiuntamente le parti sociali, così come più volte richiesto”.

La Uil: “Ipotesi che non risponde alle esigenze di lavoratori dipendenti e pensionati

Critiche anche dalla Uil: “Il taglio delle tasse previsto dalla Legge di Bilancio deve essere realizzato attraverso un aumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati. Solo in questo modo, come sottolineato anche dalla Banca d’Italia, si avrà un risultato significativo per milioni di italiani. L’ipotesi che circola in queste ore di una revisione delle aliquote e degli scaglioni Irpef non risponde a questa esigenza”, ha detto il segretario confederale Uil Domenico Proietti.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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