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Energia, le indicazioni Ue contro il caro-prezzi: “Stati usino voucher e taglino tasse”

MILANO – Bruxelles gioca le sue carte, che per ora si limitano a indicazioni non vincolanti, nella partita del caro-prezzi energetici che sta sconvolgendo l’economia globale e – a detta anche del Fmi – pone seri rischi sulla ripresa.

La Ue senza gas, è allarme per le scorte. E l’inflazione sale

di

Luca Pagni

12 Ottobre 2021

La Commissione europea ha lanciato la sua “toolbox”, una cassetta degli attrezzi dalla quale si invitano i Paesi membri ad attingere per fermare il trend di rincari che sta portando le bollette a salire a botte di doppie cifre percentuali, in scia all’aumento a record storici delle materie prime quali gas, carbone e permessi di emissione di Co2. Per far fronte ai rincari, Bruxelles indica la via agli Stati membri: voucher energia per le fasce di popolazione più povere, finanziate tra l’altro dalle entrate delle aste Ets, e ridurre le aliquote fiscali in modo limitato e mirato nel tempo, o ancora spostare il prelievo per il finanziamento delle rinnovabili a fonti al di fuori della bolletta elettrica, insieme a misure di carattere generale per tutti i consumatori di energia, che “non costituiscono aiuti di Stato”.

Sono questi alcuni degli strumenti indicati nella ‘toolbox’ della Commissione Ue, in attesa che la comunicazione Ue sull’energia venga discussa dai leader europei nel vertice del 21 e 22 ottobre. Una via d’altra parte già seguita in autonomia da alcuni governi, Italia inclusa, che sono intervenuti proprio per calmierare le tensioni sul mercato.

Lo shock energetico che rischia di gelare la ripresa post Covid

di

Federico Rampini

11 Ottobre 2021

Tra gli altri interventi che gli Stati membri possono mettere in campo per far fronte al caro bollette nell’immediato c’è la possibilità di aiuti alle imprese, “nel pieno rispetto del quadro degli aiuti di Stato”, con margine di flessibilità per gli investimenti sulla transizione energetica. Altre misure a sostegno delle imprese prevedono l’aggregazione della domanda delle Pmi, ma sempre “nel rispetto delle regole di concorrenza”. La Commissione si impegna inoltre a indagare “eventuali comportamenti anticoncorrenziali nel mercato dell’energia”, chiederà all’Autorità Ue dei mercati finanziari (Esma) di intensificare l’attuale monitoraggio del mercato Ue del carbonio e incaricherà l’Agenzia per la cooperazione dei regolatori dell’energia (Acer) di valutare vantaggi e svantaggi dell’attuale struttura del mercato dell’elettricità all’ingrosso, soprattutto in riferimento a situazione di estrema volatilità dei prezzi.

Per il momento si tratta dunque di indicazioni e intenzioni, mentre nel prossimo pacchetto gas e idrogeno atteso per dicembre la Commissione europea si impegna: “Esaminerà i possibili vantaggi dell’approvvigionamento congiunto di scorte di gas” per “la creazione di riserve strategiche”. La partecipazione al programma di acquisto congiunto, precisa il documento, “sarebbe volontaria e il programma dovrebbe essere strutturato in modo da non interferire con il funzionamento del mercato interno dell’energia”.

Un’alleanza per stoccare gas: il piano Ue contro il caro energia

dal nostro inviato

Claudio Tito

04 Ottobre 2021

Per quel che riguarda lo scenario alle porte, per Bruxelles i prezzi all’ingrosso del gas resteranno alti durante tutto l’inverno per calare in primavera, quando inizieranno a stabilizzarsi su livelli che comunque saranno più alti e caratterizzati da maggiore volatilità rispetto ai valori medi 2011-21. “Il mercato prevede che gli attuali aumenti dei prezzi siano temporanei”, spiega un funzionario Ue. Oggi l’indice TTF (Title Transfer Facility) usato dagli operatori come riferimento per il mercato europeo ha un valore di 90 euro per megawatt/ora, in aprile dovrebbe scendere a 50, tra un anno a 42 e tra due anni a 35.

Tra i temi caldi del momento, anche il nucleare e i rapporti con la Russia. Sull’energia dall’atomo, la commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, ha risposto a una domanda sulla sua inclusione o meno negli standard della finanza sostenibile: “Gli Stati membri hanno il diritto, stabilito nei Trattati, di scegliere il proprio mix energetico”. Bruxelles è al lavoro per la definizione della tassonomia degli investimenti verdi e il risultato finale sarà basato su “prove scientifiche”, ha assicurato. E ancora: “Gli Stati membri si sono impegnati impegnati a diventare climaticamente neutri e con questo impegno molti di loro ci hanno informato che continueranno a utilizzare una fonte di energia a basse emissioni di carbonio che è il nucleare”.

Quanto ai rapporti con Cremlino, Simson ha spiegato che “finora Gazprom ha rispetto i contratti” e ha aggiunto che l’impegno per evitare comportamenti anticoncorrenziali e manipolazioni da parte della Commissione è costante. Nella comunicazione, però, c’è l’annotazione che “sono stati osservati volumi di gas inferiori al previsto provenienti dalla Russia, stringendo il mercato con l’avvicinarsi della stagione del riscaldamento. Sebbene abbia adempiuto ai suoi contratti a lungo termine con le sue controparti europee, Gazprom ha offerto poca o nessuna capacità extra per allentare la pressione sul mercato del gas della Ue”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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