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Cdp nel consiglio Tim, ora la rete unica diventa più probabile

MILANO – Cassa Depositi e Prestiti fa un passo in avanti sia su Open Fiber, dove sta per salire fino al 60%, sia su Telecom Italia, dove entrerà in consiglio di amministrazione. Su proposta del presidente di Tim Salvatore Rossi, e dopo aver discusso la questione nel consiglio della Cdp, oggi il consiglio di Telecom candiderà il presidente della Cassa Giovanni Gorno Tempini nella lista del management per il rinnovo del cda, che scadrà con l’assemblea del prossimo 31 marzo. Con il sostegno del Tesoro Cdp consolida quindi la sua presenza nelle reti telefoniche in fibra del Paese e si pone nelle condizioni di avere un ruolo di primo piano nel caso in cui si decidesse di andare avanti con la rete unica, ovvero fondendo la rete primaria e secondaria di Telecom con quella di Open Fiber.

Nel corso di un cda straordinario, seguito da un cda di Cdp equity, la Cassa ha infatti deciso anche di non esercitare la prelazione sul 40% di Open Fiber che Enel ha deciso di vendere a Macquarie e di non far valere il suo diritto di gradimento sul fondo australiano che sta per diventare un socio di minoranza del gruppo. In questo modo Cdp potrà da una parte trattare direttamente con Enel l’acquisto fino a un 10% della società della rete in fibra e dall’altra negoziare con il fondo australiano le nuove condizioni di governance su Open Fiber. Una volta trovato l’accordo con Enel, Cdp metterà anche mano alla governance: al momento la Cassa indica il presidente e il direttore finanziario, mentre a Enel spetta la scelta dell’ad. A questo punto è probabile che la Cdp chieda e ottenga anche la nomina dell’ad di Open Fiber.

Intanto oggi durante il cda Telecom che dovrà approvare i conti 2020 e il nuovo piano industriale, Rossi dovrebbe presentare la lista del management per il cda del prossimo triennio, che potrà contare sul supporto sia di Vivendi (primo azionista al 24%) sia di Cdp (socia al 9,85%), e dovrà essere votata dall’assemblea del 31 marzo. Nella lista oltre il presidente Rossi figurano l’ad Luigi Gubitosi, l’ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine, il suo braccio destro Frank Cadoret, il presidente di Cdp Gorno Tempini, quattro donne tra cui dovrebbero essere riconfermate Paola Bonomo (indipendente in quota Elliott), Giuseppina Capaldo (indipendente in quota Vivendi), Marella Moretti (indipendente in quota Vivendi) e un’altra donna di standing con i requisiti di indipendenza. In quest’ultima casella ci sarebbe Ilaria Romagnoli, esperta di wealth management con un passato in Rothschild e Intesa. Infine Rossi avrebbe cercato un manager italiano di standing internazionale con i requisiti di indipendenza che di fatto andrebbe a sostituire Michele Valenzise, in quota Vivendi. Il prescelto sarebbe Luca De Meo, numero uno di Renault, che oltre dieci anni fa era capo del marketing di Fca al fianco di Sergio Marchionne quando Gubitosi era direttore finanziario.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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