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Vasto, dirigente Asl arrestato per corruzione si suicida in carcere

Vasto (Chieti) – Si è ucciso in carcere Sabatino Trotta, dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, arrestato ieri per aver pilotato un appalto della Asl di Pescara da oltre 11 milioni di euro. Il medico, nell’ambito di un’inchiesta dalla Procura di Pescara, stato arrestato dalla Guardia di Finanza, insieme a Domenico Mattucci, legale rappresentante della cooperativa sociale La Rondine di Lanciano (Ch), società del Consorzio Coop Sociali Sgs, e alla coordinatrice della stessa cooperativa Luigia Dolce.

Trotta era stato portato nel penitenziario di Vasto (Ch), dove si è tolto la vita nella notte, come conferma il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio. Ieri era stato definito dal pm di Pescara, Anna Rita Mantini, “soggetto chiaramente dirottatore dell’iter pubblico ordinario e regolare”, sottolineando come “a beneficio dei più deboli si dovrebbero utilizzare e fare servizi migliori e non, come nel caso specifico, oggetto di mercimonio grave, illecito e reiterato”. Era finito in prigione con le accuse di corruzione, istigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti. 

Il medico si sarebbe impiccato con il laccio della sua tuta alla finestra della camera. Trotta era arrivato al carcere intorno alle ore 18,00 ed era un detenuto non sottoposto a sorveglianza a vista. Il medico ha lasciato una lettera indirizzata ai familiari.

Gianfranco Rotondi presidente della fondazione Dc e vicepresidente del gruppo di Fi alla Camera questa mattina ha chiesto alla ministra della Giustizia Cartabia di ”ricostruire la vicenda in modo completo, poiché essa richiama le responsabilità di un sistema che permette la diffusione di intercettazioni private contemporaneamente alla contestazione di un possibile reato, con conseguenze psicologiche i cui esiti sono drammaticamente evidenti”.

Sulla vicenda è interventuto anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che si è detto “scioccato” e “profondamente turbato”.  il segretario nazionale della Uil Pa Polizia Penitenziaria Gennarino De Fazio ha richiamato l’attenzione sul sovraffollamento delle carceri italiane e la penuria del personale di controllo.  “Quello che è accaduto doveva e poteva essere evitato. – ha affermato De Fazio – Purtroppo sono eventi tragici che accadono per una serie di concause. Proprio oggi il Consiglio d’Europa con un report certifica che le nostre carceri sono le più sovraffollate d’Europa e a questo fa da contraltare una penuria e inadeguatezza di personale della polizia penitenziaria”.

Fazio aggiunge: “Poteva essere sorvegliato. Non c’era a che risulta una disposizione che disponesse una sorveglianza particolare e straordinaria, ma mediamente nel carcere di Vasto a fronte di 135 reclusi, la notte prestano servizio a quell’ora 5 unità di polizia penitenziaria per cui vorrei che qualcuno spiegasse come si può sorvegliare in contemporanea tutti questi detenuti con sole 5 unità di polizia penitenziaria”. Trotta si è suicidato nella Sezione circondariale dove ci sono 9 camere di pernottamento ed era solo in cella per il rispetto delle norme Covid. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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