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Val d'Aosta, il presidente Lavevaz dopo la bocciatura dalla Consulta: “Mai messo in pericolo la salute dei miei concittadini”

“La bocciatura della Consulta limita il nostro raggio d’azione, ma continueremo a trovare equilibrio tra misure di contrasto all’emergenza sanitaria e le nostre peculiarità territoriali”. Lo dice Erik Lavevaz, presidente della Valle d’Aosta nel suo intervento di fronte al Conseil de la Vallée dopo la notizia che la Corte costituzionale ha accolto il ricorso del governo contro quella che è stata chiamata la legge anti-Dpcm, un provvedimento, approvato dalla Valle d’Aosta a metà dicembre, per poter intervenire con provvedimenti autonomi sulle chiusure e le aperture delle attività regolate da zone rosse, arancioni e gialle.

Covid, la Corte costituzionale boccia la Valle d’Aosta: sospesa la legge che riapriva bar e ristoranti, è la prima volta

14 Gennaio 2021

“E’ stata chiamata legge anti-Dpcm – dice Lavevaz – ma era solo una cornice normativa necessaria per calare sulla realtà valdostana le norme nazionali: il territorio montano è molto diverso dalle realtà metropolitane”. Lavevaz respinge l’ipotesi di aver messo a rischio la salute pubblica. “Ogni nostra decisione è stata presa insieme all’unità di supporto che è composta in gran parte di esperti sanitari. Nessuna scelta o passaggio pericoloso è stato fatto contro la salute dei valdostani”.

Secondo il presidente “evidentemente non è stata colta questa logica e legge è stata sospesa nei suoi effetti, anche se – ha sottolineato – continua ad essere per me un punto interrogativo che una norma analoga alla nostra, quella della provincia autonoma di Bolzano, approvata a maggio, sia ancora in vigore e mentre il nostro provvedimento è stato impugnato e poi sospeso”.

Quello sulla legge anti-Dpcm è solo l’ultimo fronte di scontro tra la Regione alpina e il governo. Il 30 novembre, ancora in zona rossa, il presidente Lavevaz aveva disposto l’apertura dei negozi che secondo le disposizioni del governo avrebbero dovuto rimanere sbarrati fino al 3 dicembre.

“Da noi non ci sono centri commerciali, non avremo assembramenti” aveva detto il presidente che nei giorni successivi aveva anche deciso di anticipare l’apertura di bar e ristoranti, quando la sua regione era ancora in zona arancione. “L’ordinanza in deroga che ho emesso rientra nell’ambito delle nostre prerogative costituzionali” aveva aggiunto Lavevaz rispondendo all’invito del ministro Boccia a fare un passo indietro. Invito che si è poi tradotto nella decisione dell’esecutivo di impugnare il provvedimento perché rischioso per la salute pubblica.

“Abbiamo sempre agito valutando le caratteristiche del nostro territorio e i parametri dell’epidemia – ribadisce Lavevaz – grazie al supporto della nostra unità sanitaria che verifica ogni giorno l’andamento dei contagi. Nessun passaggio pericoloso per la salute dei valdostani è mai stato fatto, tant’è che da fine ottobre e soprattutto nel mese di novembre la Valle d’Aosta è stata la regione in cui il miglioramento dei dati è stato più rapido”. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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