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Su Clubhouse si comincia a guadagnare: al via i pagamenti per chi dà voce al social

L’avevano detto, hanno iniziato a farlo. I cofondatori di Clubhouse, Paul Davison e Rohan Seth, avevano spiegato in più occasioni – anche sulla piattaforma audio che hanno lanciato un anno fa ma che è esplosa solo di recente – di voler remunerare i creator e gli speaker più attivi in modo diretto. Cioè passando prima da un sistema di monetizzazione rispetto a un programma di pubblicità e affiliazioni di altro tipo. Clubhouse Payments, appena annunciato attraverso un post sul blog ufficiale, servirà proprio a questo scopo. Ed è anzi solo il primo passo di quello che nei progetti dell’”unicorno” californiano dovrà diventare un ricco pacchetto di servizi per trattenere i più bravi moderatori e organizzatori sulla propria creatura. Schivando i richiami dei colossi.

Clubhouse, i segreti del nuovo social

di

Jaime D’Alessandro

02 Febbraio 2021

La concorrenza inizia infatti a farsi spietata. Gli Spazi di Twitter – stanze audio dal funzionamento pressoché uguale a quello di Clubhouse – stanno pian piano ingranando e sono ormai disponibili per tutti sia su iOS che Android. Facebook ha in cantiere la sua risposta, Telegram dispone di maxichat audio dalla “capienza” illimitata, appena estese dalle conversazioni anche ai canali, LinkedIn – controllato da Microsoft – ha in cantiere le sue “room”, con un taglio a quanto pare più professionale, in stile tavola rotonda o convegno solo in audio e Discord con i suoi Stage Channels.

Perfino Spotify si sta muovendo su questo sentiero: pochi giorni fa ha infatti ufficializzato l’acquisizione della startup Betty Labs, a sua volta incubatrice di Locker Room, un’app di dirette audio sul mondo sportivo (si chiama appunto “Spogliatoio”) la cui natura potrà senza problemi essere declinata anche su altri argomenti. “Questa acquisizione conferma il nostro lavoro per creare i ‘futuri formati audio’ e accelererà l’ingresso di Spotify nello spazio dell’audio live” ha confermato, senza troppi segreti, il gruppo guidato da Daniel Ek. “Daremo agli atleti, agli scrittori, ai musicisti, ai cantautori, ai podcaster e altre voci globali l’opportunità di avviare delle discussioni in tempo reale, dei dibattiti, delle sessioni di domande e risposte e molto altro”. Tutto questo mentre Clubhouse continua a essere disponibile solo su iOS, cioè per chi ha un iPhone, e su invito. Ne vedremo (anzi, ascolteremo) delle belle.

Il boom del social Clubhouse: la pazza voglia di parlare

di

Riccardo Luna

30 Gennaio 2021

“Dai primi giorni di Clubhouse, un principio guida è stato quello di costruire una piattaforma che mette i creatori al primo posto – si legge nell’annuncio della società, che a gennaio ha incassato un massiccio finanziamento da 100 milioni di dollari guidato dal potente fondo Andreessen Horowitz – il nostro obiettivo è aiutare i creatori a costruire comunità, audience e impatto. Alla continua crescita di Clubhouse è importante per noi allineare il nostro business model a quello dei creatori, aiutandoli a guadagnare e a crescere sulla piattaforma”.

Ma come funzionerà di preciso questo meccanismo di micropagamenti? Per versare una cifra a piacere al proprio speaker preferito basterà andare sul suo profilo e, se questi sarà fra i primi a vedersi abilitata la funzionalità, cliccare su “Send Money” e scegliere l’importo del proprio contributo. La prima volta occorrerà ovviamente memorizzare una carta di credito o debito. La somma finirà per intero in tasca allo speaker, nel senso che Clubhouse (che conta oltre 13 milioni di download, poco più di 400 mila in Italia) non tratterrà alcunché. Una piccolissima commissione, invece, finirà al partner tecnologico Stripe che si occupa concretamente del passaggio di denaro. I beneficiari dovranno ovviamente abilitare la ricezione dei pagamenti e creare un account Stripe sul quale veicolarli.

Clubhouse, il nuovo fenomeno social che vale un miliardo di dollari

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Jaime D’Alessandro

26 Gennaio 2021

Da oggi tutti gli utenti possono già inviare i loro pagamenti mentre i profili che saranno abilitati a riceverli saranno attivati a ondate, iniziando con un piccolo gruppo di beneficiari in base ai cui commenti la funzionalità sarà perfezionata. “Sarà solo il primo di molti strumenti che consentiranno ai creatori di essere pagati direttamente su Clubhouse – conclude l’annuncio, e c’è almeno da ricordare il programma Clubhouse Creator First lanciato a gennaio – siamo entusiasti di capire come le persone lo useranno e continueremo a lavorare duro per aiutare i membri della community a crescere e prosperare”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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