in

Savona torna al centrosinistra, Marco Russo sindaco. Scontro sulla sconfitta tra la Lega e Toti

È Marco Russo, il candidato civico del centrosinistra, il nuovo sindaco di Savona. Sostenuto da Pd, sinistre, centristi e una squadra costruita con una campagna elettorale partita da lontanissimo, oltre un anno fa, l’avvocato savonese ha trionfato nel ballottaggio con numeri insperati, il 62,2 per cento dei consensi contro il 37,7 dell’avversario, Angelo Schirru, candidato del centrodestra. Una vittoria schiacciante, in qualche modo attesa sia dopo il più 11 del primo turno, sia all’analisi del dato dell’affluenza, un desolante 46 per cento che ha premiato l’elettorato più motivato e “radicalizzato”, che si candida ad aprire una nuova stagione politica in Liguria. Nella regione dove perdeva ininterrottamente da sei anni, il centrosinistra festeggia la prima, vera sconfitta del governatore pigliatutto Giovanni Toti, e può guardare ora ai prossimi appuntamenti elettorali – Genova per prima, l’anno prossimo – con la speranza concreta, si fa capire dalle forze della coalizione, di “poter invertire la rotta”.

Se tanto sulla disfatta del centrodestra ha pesato la “zavorra” dell’eredità della (discussa) amministrazione uscente, oltre che la scelta del candidato sindaco arrivata quasi fuori tempo massimo e i rapporti tesi interni alla coalizione tra Lega e Cambiamo, nella vittoria di Russo si sono incrociati del resto temi nazionali e fattori locali. Ha giovato di sicuro il clima che si respira nel Paese, lo stesso che ha portato ad un 5-0 del centrosinistra nelle grandi città per certi versi inatteso, ma ad essere premiata è stata prima di tutto la costruzione dal basso del progetto: un’esperienza partita oltre un anno fa con il via agli incontri del “Patto per Savona”, proseguita con la convergenza dei partiti della coalizione, andata avanti nonostante la fumata nera in cui si è risolto il (vano) corteggiamento del M5s. I cui elettori, non andando a votare (o votando in prevalenza Russo, non a destra), si sono rivelati decisivi fino ad un certo punto. 

Starà ora al “modello Savona”, lo definiscono a sinistra, indicare la strada per il futuro per la politica ligure. “Oggi si festeggia e si guarda a Genova e Spezia, con la consapevolezza che se il centrosinistra fa le cose per bene, con la formazione più larga possibile, un progetto condiviso, senza competere al suo interno, è competitivo ovunque”, commenta il segretario regionale del Pd Simone Farello. “E’ soltanto l’inizio – spiega Ferruccio Sansa, tra i primissimi a credere alla candidatura del neo sindaco di Savona – adesso Russo dovrà scegliere una squadra che rifletta questo spirito nuovo e innovativo. Che sappia raccogliere il meglio delle forze che l’hanno sostenuto proponendo figure nuove. Oggi è soltanto l’inizio perché l’esperienza di Savona ci indica la strada per affrontare le sfide di Genova e di La Spezia della prossima primavera. E segna la via anche per il resto dell’Italia, dove si vorranno proporre esperienze capaci di unire uno spirito civico e una tradizione politica”.

 “A Savona il centrosinistra alleato ai riformisti riesce a compiere l’impresa di strappare il Comune alla destra. Quello del candidato civico e riformista Marco Russo è un successo la cui importanza supera i confini della città”,  dichiara Raffaella Paita, deputata di Italia Viva.”Savona fornisce chiare indicazioni sulla ricetta che il centrosinistra deve seguire per vincere: da un lato evitare accordi con i populisti e, al contempo, essere aperto alle istanze del riformismo, che a Savona ha contribuito alla vittoria con il 9.2%. E a riprova di questo fatto c’è la sconfitta raccolta alle regionali liguri, nel momento in cui la formula adottata è stata quella opposta. Questa vittoria ci riempie di soddisfazione e di gratitudine per tutti coloro che hanno lavorato per ottenerla”.

“Vince una Savona che vuole ripartire, una Savona positiva, una grande speranza e anche una responsabilità perché un voto di questo genere significa che la città ha tanta speranza e io sento tanta responsabilità”, sono state le prime parole del neo sindaco.

“Non mi aspettavo un risultato di queste dimensioni, anche se sapevo che la città mi avrebbe capito. Prima cosa da fare accogliere e far fruttare le nostre proposte. La politica deve tornare a fare la politica nelle strade, nelle case, nei luoghi di lavoro, questo ha detto la nostra vittoria e questo dovremo fare nei prossimi cinque anni”.

Le reazioni. Il centrodestra alla resa dei conti.

“Si vince e si perde tutti insieme. L’eccessivo protagonismo di Cambiamo!, mostrato per la prima volta alle elezioni comunali di Savona, ha portato a una gestione poco efficace della campagna elettorale”. Lo si apprende da fonti della Lega, dopo il risultato del ballottaggio a Savona che ha premiato il centrosinistra. “Auspichiamo che Toti torni a fare il federatore – proseguono – per puntare ancora una volta alla vittoria nelle sfide che ci attendono nei prossimi mesi”.

“Evidentemente il centrodestra non ha saputo interpretare al meglio lo spirito della ripartenza e la voglia di crescere in sicurezza. Dai vaccini al green pass fino alle politiche economiche la nostra coalizione troppo spesso si è divisa, talvolta apparendo eccessivamente attenta alle posizioni di minoranze rumorose e velleitarie, senza intestarsi i molti meriti che gli Italiani riconoscono invece al Governo Draghi, che pure abbiamo appoggiato lealmente in Parlamento. La Liguria non fa eccezione e risente del clima nazionale”.  Lo riferiscono fonti vicine al governatore Ligure Toti che commentano il voto per le comunali.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


Tagcloud:

Comunali, Letta: 'Vittoria trionfale'. Conte: 'M5s farà opposizione costruttiva'

Summit con il socio di Conte, si dimette lo 007