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Puglia in bilico per la zona arancione: pochi tamponi nelle feste e l'incidenza dei contagi si è abbassata

La zona rossa non sembra così scontata, almeno nei numeri. La situazione negli ospedali pugliesi è ogni giorno più grave. Lo dimostrano i dati di occupazione dei posti letto nei reparti medici dove il 54 per cento del totale è occupato da pazienti Covid. Stesso discorso per le terapie intensive, in cui si registra il 46 per cento dei posti occupati da Covid. Percentuali oltre le soglie di allarme e superiori alle medie nazionali.

In un contesto drammatico come questo però c’è la possibilità che già da martedì la Puglia, insieme ad altre sei regioni, possa dire addio alla zona rossa e approdare in arancione. Va subito precisato però che al momento si tratta solo di una possibilità teorica basata sull’analisi dei numeri dei contagi. Negli ultimi giorni l’incidenza dei nuovi casi nella nostra Regione si è attestata di poco sotto ai 250 contagi ogni 100mila abitanti, la soglia che il governo ha indicato come nuovo parametro per imporre ai territori le restrizioni più dure. Il calo però si spiega con il minor numero di tamponi effettuati nei giorni di Pasqua e Pasquetta e con una conseguente riduzione della rilevazione di nuovi positivi. È quanto rilevato anche dalla Fondazione Gimbe: dopo quasi un mese di zona rossa e di crescita dei contagi, nella settimana dal 31 marzo al 6 aprile c’è stata una riduzione del 6 per cento dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente (tuttavia a Lecce si registra un incremento settimanale dell’8,3 per cento e a Taranto del 6,9 per cento).

Dunque non si può escludere che in Puglia possano da martedì riaprire negozi, si possa dare il via libera a visite a familiari e amici e consentire spostamenti all’interno dei Comuni. Sul punto però la Regione è molto prudente. L’assessore regionale alla Sanità Pierluigi Lopalco preferisce non sbilanciarsi in merito e avere davanti prima tutti i numeri: “Dobbiamo valutare i dati di incidenza. È il solito pasticcio del sistema dei colori – dice l’epidemiologo – nelle prossime ore calcoleremo l’incidenza settimanale e la confronteremo con quella emersa dai dati dell’Istituto superiore di sanità. Se rileveremo più di 250 casi per 100mila abitanti resteremo in zona rossa”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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