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“Non possiamo promuovere tutti”: ministero della Giustizia avvia accertamenti sull'esame per avvocati dopo la frase di un prof

Il ministero della Giustizia ha avviato “accertamenti” in merito alla vicenda a seguito di una segnalazione anonima diffusa su un social network, riguardante alcune frasi che sarebbero state pronunciate da un commissario d’esame per l’abilitazione alla professione forense durante la camera di consiglio e ascoltate anche da altri a causa di un microfono rimasto inavvertitamente attivato. Via Arenula, in particolare, come spiegato dal sottosegretario Francesco Paolo Sisto in risposta a un’interpellanza urgente presentata sul caso, ha richiesto informazioni alle Corti di appello di Brescia e Lecce responsabili dei profili organizzativi della seduta in questione.

“Non possiamo promuovere tutti”: bufera sul commissario di Lecce all’esame di avvocato

di

Francesco Oliva

05 Giugno 2021

Le prove d’esame, a causa dell’emergenza sanitaria, si svolgono a distanza attraverso un collegamento con piattaforma telematica e dagli “elementi conoscitivi finora acquisiti – spiega il ministero – deve ritenersi che gli accorgimenti tecnici per garantire la segretezza della camera di consiglio non siano stati adottati e che, in particolare, la discussione tra i commissari della quarta sottocommissione di Lecce sia avvenuta, inavvertitamente, nella medesima stanza virtuale utilizzata per l’esame del candidato e il collegamento con il segretario presenti a Brescia”.

Dalla relazione trasmessa al ministero emerge che “nella giornata del 4 giugno 2021 sono stati esaminati cinque candidati di cui i primi tre ritenuti idonei (il primo e il terzo con il punteggio di 18/30 e la seconda con il punteggio di 22/30) e il quarto e il quinto non idonei con il punteggio rispettivamente di 12/30 e 14/30. Al momento dell’esame del terzo candidato mutava la composizione della commissione attraverso la sostituzione di un componente professore con un componente magistrato che si collegava da remoto. In questa fase sarebbero state proferite le espressioni riportate dagli organi di informazione”.

Nella relazione si legge, inoltre, riferisce via Arenula nella risposta all’interpellanza, che “con riferimento alla frase attribuita dalle notizie di stampa al componente magistrato ‘non possiamo promuovere tutti, stiamo bassi’ deve precisarsi che tale espressione non riflette correttamente quanto dichiarato” dal commissario, “il quale in prima battuta chiedeva agli altri componenti notizie sugli esiti delle prime prove alle quali non era stato presente, invitando, come sovente accade nelle discussioni interne ad una commissione giudicatrice, a valutazioni più rigorose, mentre con riferimento all’espressione ‘stiamo bassi’ la stessa si riferiva non al dato numerico degli idonei alle successive prove orali, ma alla valutazione della singola prova di esame in base al rendimento del candidato”.

Via Arenula, dunque, ricorda “l’estraneità del ministero ai profili attinenti alla valutazione dei candidati, che costituisce prerogativa esclusiva delle commissioni sulla base dei criteri elaborati dalla Commissione centrale”, sottolineando anche “per la serenità dei candidati in vista delle loro prove, che si tratta di un esame di abilitazione per il quale non è previsto alcun limite al numero degli idonei”. In ogni caso  il ministero, conclude il documento letto dal sottosegretario Sisto, “dedicherà particolare attenzione al regolare svolgimento delle prove e all’organizzazione tecnica di esse nell’interesse dei candidati chiamati a sostenere l’esame”. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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