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La ministra Lamorgese ordina lo sgombero e gela la catena di comando

ROMA – Il varco 4 del porto di Trieste è stato sgomberato. Ma le buone notizie, per Luciana Lamorgese, finiscono qui. Sotto pressione da più di una settimana per gli scontri di Roma e la devastazione della sede nazionale della Cgil, ieri la ministra dell’Interno ha seguito e – stando a quanto risulta a Repubblica – gestito personalmente l’ordine pubblico sulla piazza triestina. Le istantanee della giornata, però, non sono buone. Sono pessime. Gli idranti che falciano i portuali col getto d’acqua a massima pressione, i poliziotti che trascinano di peso i lavoratori No Pass seduti a terra, qualche manganello alzato in aria, qualche sasso che piove sulla testa degli agenti. Una cinquantina di lacrimogeni sparati nel mucchio. La protesta che blocca per ore la città che vota per scegliere il proprio sindaco. Sei feriti. Disordini a urne aperte.

Al Viminale, ieri, è stata una giornata assai complicata. Intorno alle 7 del mattino, mentre i portuali e l’eterogeneo movimento No Pass si radunano per il quarto sit-in consecutivo davanti ai cancelli del porto, la ministra in contatto telefonico con il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, specifica quale sia la direttiva da seguire: il maxi parcheggio davanti al varco 4 va liberato, a tutti i costi. Dopo le debolezze di dieci giorni fa, ecco quindi la linea della fermezza. Declinata però su un picchetto di circa tremila persone – composto da lavoratori, portuali, attivisti No Pass arrivati da fuori regione – in quel momento assolutamente pacifico e inerme.

Non tutti, all’interno del ministero dell’Interno, condividono quest’impostazione, per tre motivi: perché è giorno di elezioni, perché si tratta comunque di una manifestazione di lavoratori e perché chi è davanti al porto non pare intenzionato a mettere in atto clamorose azioni di disturbo. Da quanto trapela dai sindacati di polizia, nei ranghi operativi della Questura di Trieste si apprende dell’intervento deciso a Roma con un misto di sorpresa e irritazione. Alla direttiva viene dato seguito nel modo in cui le telecamere delle televisioni hanno ripreso e trasmesso nei telegiornali.

Del resto il ministro dell’Interno è, per definizione, autorità nazionale di pubblica sicurezza, è colui o colei che decide. Il Dipartimento da cui dipendono le questure ne è lo strumento tecnico-operativo, è chiamato ad eseguire. A livello locale, la sicurezza pubblica è sotto la responsabilità della prefettura (autorità provinciale di pubblica sicurezza), che la gestisce insieme col questore.

Nella tarda serata di ieri, dunque, dopo una mattinata e un pomeriggio agitati e dopo gli attacchi polemici di Salvini e Meloni, la ricostruzione accreditata dalla segreteria di Lamorgese su come si sia mossa la catena di comando è un’altra. “Non c’è stato alcun intervento diretto da parte della ministra durante le fasi delle operazioni di polizia, la decisione di sgomberare il parcheggio antistante al varco del porto è stata presa in sede di Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica tenutosi a Trieste nel fine settimana, al quale ha partecipato la ministra e di cui fanno parte il prefetto, il questore, il procuratore capo e altre istituzioni locali”.

Si vedrà. In ogni caso, non il modo migliore per prepararsi a riferire sui fatti del 9 Ottobre. La ministra è attesa domani in Parlamento.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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