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In calo i contagi fra gli anziani: primi effetti dei vaccini nelle Rsa. Il motore dell'epidemia ora sono gli under 18

L’epidemia in Italia sta ringiovanendo. Continuano a scendere i tassi di contagio sopra ai 65 anni. Sono stabili tra i 18 e i 64 anni. Aumentano invece tra i minorenni. La settimana tra il 7 e il 14 febbraio mostra fortunatamente una frenata nei contagi tra i bambini, soprattutto al di sotto dei 6 anni, rispetto alle accelerazioni riscontrate da metà gennaio. Ma gli scolari in molte regioni restano le categorie più attaccate dal coronavirus. L’Umbria e la provincia di Brescia, focolai di varianti inglese, sono le aree al momento più critiche in Italia, secondo il monitoraggio settimanale dell’Associazione italiana di epidemiologia (Aie).

“Tra la popolazione al di sotto dei 18 anni – si legge – il valore dell’incidenza per i bambini più piccoli (0-2 anni) è stabile. Sostanzialmente stabile anche quello dei bambini tra 3 e 5 anni che nelle ultime settimane avevano invece registrato un incremento. Pur con valori diversi, anche questa settimana le classi di età 11-13, 14-18 e 19-24 sono al primo posto in molte regioni partecipanti al gruppo di lavoro. Nella popolazione adulta, netto il decremento delle persone oltre gli 84 anni di età e sostanzialmente stabile quello delle altre classi di età”. Solo in Campania è in crescita la fascia tra i 65 e i 79 anni.

La curva dei contagi fra gli adulti 

La curva dei contagi nei bambini e negli adolescenti 

Il monitoraggio Aie comprende 12 regioni, per un totale di 50 milioni di abitanti. Il suo valore aggiunto più importante è la divisione dei contagi per classe di età, che non emerge nei bollettini quotidiani. L’andamento dell’epidemia fra i bambini in questo momento è uno dei temi più osservati. I dati preliminari provenienti dalla Gran Bretagna sembravano infatti suggerire una maggior contagiosità della variante inglese fra i più piccoli, categoria finora relativamente risparmiata dall’epidemia. Non ci sono invece segnali che il ceppo britannico provochi una malattia più grave in età pediatrica.

La situazione più critica oggi, secondo l’Aie, si registra in Umbria, dove i bambini fra 3 e 18 anni sono nettamente al primo posto per nuovi contagi. La crescita dei casi fra i più piccoli prosegue anche in Lombardia. Qui spicca soprattutto il focolaio di Brescia, con la variante inglese diffusa tra tutte le fasce d’età. Nella provincia l’incidenza settimanale è salita a oltre 250 casi per 100 mila abitanti, mentre la Lombardia ha una media di 150. L’ottima notizia è che anche in una zona calda come Brescia sanitari e ospiti delle Rsa hanno tassi in calo. Sono i primi effetti visibili delle vaccinazioni nel nostro paese.

Notizie positive dalle vaccinazioni anche fra gli anziani delle Rsa in Veneto. Anche qui ad alimentare l’epidemia restano soprattutto i bambini delle elementari e i ragazzi tra 18 e 24 anni. Andamento simile in Emilia Romagna, dove la curva è in crescita più ripida nella classe di età tra 6 e 18 anni. Nel Lazio salgono leggermente i casi fra gli alunni delle medie.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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