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Green Pass, è corsa ai tamponi nelle farmacie. In Liguria e Veneto prenotazioni fino a dicembre

Il Green Pass per accedere in azienda come in qualsiasi altro luogo di lavoro (pubblico o privato) sarà obbligatorio da venerdì. E per chi non è vaccinato o non ha contratto il virus, l’unica possibilità per ottenere la certficazione resta il tampone da presentare ogni 48 ore (72 per i molecolari). Dai due ai tre in media a settimana. Un numero consistente di test, circa 8 milioni a settimana secondo una stima di Gimbe. Come ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione. “Abbiamo calcolato che sono 6,2 milioni i non vaccinati over 12 in età da lavoro e di questi quattro milioni dovrebbero essere gli occupati – ha fatto notare –  e anche se si dovessero vaccinare ora ci vogliono due settimane dalla prima dose per avere il green pass. Questo significa che da venerdì 15 dovremo essere in grado di fare otto milioni di tamponi a settimana, mentre adesso ne facciamo un milione e 200mila”.

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Ma al di là dei numeri la corsa al tampone è già iniziata da giorni con le farmacie che stanno di ora in ora aumentando l’approvvigionamento dei test e il numero di persone abilitate ad eseguirli, tra cui anche molti infermieri. 

“Solo martedì sono stati eseguiti e lavorati 315.000 tamponi in tutta Italia, di cui 200.000 nelle farmacie. Stiamo registrando un aumento delle prenotazioni e delle richieste ma vorremmo fare molti meno tamponi e più vaccini”, racconta Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, che aggiunge: “Per far fronte all’aumento di richieste di tamponi, le farmacie stanno aumentando l’approvvigionamento di tamponi, ma senza alcuna difficoltà, e molte stanno ampliando il numero di persone abilitate ad eseguirli, ricorrendo ad infermieri che affiancano il farmacista”.

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Ecco quindi una mappa, da Nord a Sud, di quello che sta accadendo nelle farmacie italiane.

 

Piemonte

Corsa ad assumere, estendere gli orari, offrire percorsi privilegiati ai lavoratori delle aziende che non dovranno mettersi in coda. Le farmacie torinesi e del Piemonte si apprestano a triplicare il numero dei tamponi giornalieri e il presidente della Regione Alberto Cirio ha chiesto il massimo sforzo per garantire la richiesta. Alla farmacia del quartiere San Salvario di Torino il giovane medico Federico Fregonara racconta che la domenica si fanno 250 tamponi al giorno, orario continuato dalle 9 alle 19, sapendo già di poter sforare oltre le 20,30. La farmacia resta aperta quattro domeniche su quattro e si arriva senza prenotazione anche durante la settimana, quando la media giornaliera è di 120 tamponi al giorno, con un’impennata al sabato. In altre farmacie dove invece si prenota la risposta è un sold-out di settimane che preoccupa il responsabile di Federfarma Massimo Mana: “Non so se siamo in grado di reggere nonostante tutti gli sforzi”. In una farmacia di Rivoli, alle porte di Torino, si arriva senza prenotazione ma ai lavoratori delle aziende che si sono convenzionate si garantisce un percorso rapido: niente attesa, i dipendenti hanno la precedenza. “Riceviamo centinaia di telefonate ogni giorno”, racconta la titolare. (sara strippoli)

Lombardia

È assalto alle 1.300 farmacie lombarde che hanno aderito al protocollo Figliuolo per fare i tamponi rapidi a prezzi calmierati. Alcune, le più grandi che ne fanno anche cento al giorno, hanno le prenotazioni esaurite fino a fine mese. Altre hanno liberi pochissimi slot di appuntamenti a partire dalla metà della prossima settimana. La maggior parte ha tutte le agende bloccate dalle prenotazioni di clienti abituali che si sono assicurati i tamponi due o tre volte alla settimana fino a novembre. Chi vuole, certo, può andare a fare privatamente il tampone, pagando dai 35 euro in su, nei grandi centri medici, come l’Auxologico o il Sant’Agostino, che hanno posti liberi anche un giorno per l’altro e in qualsiasi orario. Nessuno può rivolgersi ad ospedali o all’Ats, perché il tampone nel pubblico è solo per chi ha sintomi Covid o deve uscire dalla quarantena. (Zita Dazzi)

Veneto

L’effetto Green Pass si abbatte sulle farmacie del Veneto, prese d’assalto per i tamponi. Si stima che da domani nelle aziende venete saranno necessari dai 300 ai 350 mila tamponi ogni 48 ore. La Regione ha già lanciato l’allarme: “La nostra capacità è di 50 mila al giorno”. E le farmacie, che complessivamente possono arrivare a farne 16 mila al giorno, sono già al collasso, con appuntamenti già fissati fino a fine dicembre. Patrizia Zennaro, presidente di Federfarma Padova,  non usa giri di parole: “È una situazione difficile che sta creando molti disagi, non credo che questo sistema possa reggere sul lungo periodo. La stragrande maggioranza chiede di prenotare il lunedì, il mercoledì e il venerdì dopo le 18, così da avere l’esito del test valido per andare al lavoro e per le uscite del fine settimana. Il telefono suona di continuo ed è diventato un incubo”. (Enrico Ferro)

Liguria

Impennata nelle prenotazioni dei tamponi nelle farmacie liguri, oltre che per il vaccino. Secondo Federfarma, moltissime persone hanno prenotato le sedute per i tamponi i fino a dicembre considerando di investire circa 450 euro, al netto delle piccole agevolazioni sui “pacchetti” che vengono applicate da talune farmacie. Lunghe code sono segnalate davanti a molte delle farmacie liguri che sono designate come ‘punto vaccinale’. “Ci sono farmacie – spiega Giuseppe Castello, vicepresidente dell’Unione Farmacisti Liguri – che eseguono anche 100/150 tamponi al giorno, altre 30, dipende dalla zona e come sono organizzate per quanto riguarda il personale. Certo è che, in queste settimane e dopo la fine delle vacanze, abbiamo notato un notevole incremento dei soggetti che, non essendo vaccinati, devono per forza munirsi del Green Pass per lavorare e avere una vita sociale”. Estremamente variegata la tipologia di persone che si recano a fare il tampone. “Abbiamo dall’operaio di Fincantieri, all’impiegato di Leonardo, a quello degli uffici comunali, ma anche mamme in coda con i figli e addirittura alcuni pensionati un po’ ritardatari”. (Stefano Origone)

Emilia Romagna

C’è chi estende gli orari di apertura. E chi raddoppia le postazioni disponibili per fare i tamponi. “Stiamo facendo di tutto, c’è agitazione ma credo che riusciremo a reggere l’urto”, dice Achille Toschi, presidente Federfarma in Emilia-Romagna. Super lavoro per le farmacie, impegnate a garantire i tamponi rapidi ai lavoratori che da domani dovranno esibire il Green Pass. Si stima che siano circa 300 mila in regione i non vaccinati interessati dalle nuove norme. Per questo le prenotazioni per i test rapidi arrivano fino a dicembre. Solo la farmacia di Toschi punta ad arrivare a 70-80 tamponi al giorno. (rosario di raimondo)

Toscana

La media è di cinquanta telefonate al giorno, ma più ci si avvicina alla data “x” del 15 ottobre più il numero aumenta. La farmacia di Borgo Ognissanti a Firenze, come molte altre in tutta la Toscana, in queste ore è presa d’assalto dalle richieste di prenotazione del tampone. E  la domanda è destinata a salire ancora. “Stiamo diventando matti, è difficile andare avanti a questi ritmi – raccontano dalla farmacia d’Ognissanti – Le persone prima prenotano a un orario, poi ci chiedono di spostarlo, poi provano a presentarsi direttamente davanti alla porta. Un puzzle impossibile da gestire visto che ognuno vuole fissare il test antigenico rapido a seconda dei propri turni di lavoro”.

A confermare che non sono pochi quelli che chiedono tamponi continuativi, e cioè ogni 48 ore, anche il presidente di Federfarma Toscana, Sergio Bottari: “Già dall’estate scorsa la richiesta è diventata alta, ma ora ci aspettiamo una nuova impennata. Il sistema è indubbiamente sotto pressione e abbiamo notato che la maggior parte di coloro che fissano i tamponi chiedono appuntamenti cadenzati e non “una tantum”. Si tratta certo di un servizio che dobbiamo fornire, ma i compiti delle farmacie sono svariati e non è possibile dedicare tutte le energie a questo settore”.

Marche

Le prenotazioni per la somministrazione dei tamponi nelle farmacie delle Marche sono aumentate del 20% alla viglia dell’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro, secondo la costola regionale della Federfarma, che conferma la disponibilità degli associati ad allungare gli orari di apertura. “Abbiamo appuntamenti già fissati – ha spiegato il presidente Andrea Avitabile – e ci stiamo organizzando per far fronte in modo efficace ai picchi di richieste che ci saranno ogni due giorni, anche mettendo nuovi spazi a disposizione di chi vuole fare il test rapido. Del resto, le farmacie non hanno mai fatto mancare il loro apporto di fronte alle emergenze”.

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13 Ottobre 2021

Puglia

Tre ore la mattina e due ore il pomeriggio dedicate esclusivamente alla esecuzione dei tamponi Covid. È l’iniziativa delle sei farmacie gestite nel Barese da Nicola Favia, due delle quali nel capoluogo pugliese, per far fronte all’aumento di prenotazioni per sottoporsi al test in vista dell’obbligo del green pass anche nei luoghi di lavoro, in vigore da venerdì. “Abbiamo avuto un incremento notevole ma gestibile per ora – spiega Favia – stiamo tra il 30 e il 50% di prenotazioni in più rispetto alla media. Ovviamente, il test viene effettuato sempre previa prenotazione. Non è possibile, cioè, presentarsi in farmacia ed effettuare il tampone se non è stato prima fissato un appuntamento”. (Isabella Maselli)

Sicilia

Farmacie prese d’assalto a Palermo e a Catania per il tampone rapido, tante persone rispedite a casa senza test. “Anch’io ho dovuto rifiutare un centinaio di prenotazioni”, allarga le braccia il numero uno di Federfarma in Sicilia, Gioacchino Nicolosi. Alla vigilia del debutto del Green Pass obbligatorio, sono almeno 360 mila – secondo stime al ribasso – i lavoratori non ancora vaccinati che dovranno eseguire il test ogni due giorni. (Giusi Spica)


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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