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“È l'unica persona che mi ha voluto bene: senza di lei non posso vivere”: in 15 pagine la tragica fine di madre e figlia a Sesto San Giovanni

Quindici pagine di solitudine e disperazione. Le scrive a mano la figlia Cristina, 48 anni, per ripercorrere gli ultimi giorni di vita suoi e della madre, che secondo il suo racconto le è morta sotto gli occhi dopo una caduta in casa. “È l’unica persona che mi ha voluto davvero bene” confida al diario la donna che con la madre Maria Domenica Grizzuti, 71 anni, aveva un rapporto simbiotico. Sempre sole, sempre e solo loro due, da anni una accanto all’altra nel loro appartamento di Sesto San Giovanni. La stessa casa dove – secondo la ricostruzione degli investigatori – una decina di giorni prima di Natale la loro unione è anche finita nel peggiore dei modi. E dove sono state ritrovate senza vita dai carabinieri lunedì sera.

Il quaderno era vicino al corpo di Cristina Straziota, che si è tolta la vita in un modo che non lascia spazio a dubbi. Nel suo ultimo diario è lei stessa a raccontare della caduta della madre, che è mancata sotto i suoi occhi. Non ha avvisato nessuno, è rimasta lì, a vegliarla in casa. Verosimilmente per tre, quattro giorni, lo spazio temporale narrato nel diario ritrovato dai carabinieri che potrebbe essere collocato tra il 15 e il 18 dicembre, giorno del suo ultimo accesso registrato su Whatsapp. Nelle sue ultime parole si ritrova il rapporto con la madre, l’impossibilità anche solo di pensarsi senza di lei, la volontà quindi di farla finita perché la madre era il suo unico riferimento affettivo. Confessa di averci provato anche accendendo in casa delle candele, lei che era molto appassionata di tarocchi e magia visti i tanti scritti sulla materia ritrovati sugli scaffali di casa. Pensava di perdere i sensi, probabilmente. Ma non è successo. E allora nella disperazione e nella chiusura più totale al resto del mondo cerca un altro modo, con la maniglia della porta della cucina.  E ancora scrive le proprie disposizioni sulla sepoltura, una specie di testamento a cui affida tutta la sua disperazione e incapacità di poter andare avanti. Una deriva in cui porta con sè anche i tre cani, diventati parte di questa famiglia chiusa al resto del mondo, vissuti forse come dei figli. Non c’è più futuro per nessuno, nemmeno per loro, così sembra abbia pensato, così si intuisce dalle sue parole.

Era stata una conoscente ad avvisare le forze dell’ordine che qualcosa non andava, che al telefono della casa via Tonale 22 da troppi giorni nessuno rispondeva, nemmeno per gli auguri, ed era strano. La donna si era allarmata anche notando che dal 18 dicembre Cristina non aveva più fatto accesso a Whatsapp, e lei lo usava spesso. Quando carabinieri e vigili del fuoco sono entrati nell’appartamento, chiuso dall’interno, hanno avuto la conferma del drammatico presagio.

Nei prossimi giorni l’autopsia e l’analisi dei dati scientifici raccolti sulla scena di questo dramma umano potranno confermare se, come sono propensi oggi a ritenere gli investigatori, quanto scritto dalla figlia sull’ultimo quaderno sia stato effettivamente l’epilogo delle loro vite.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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