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Covid, inchiesta mascherine: ora la Finanza è a caccia di 800 milioni di pezzi pericolosi

È il più grande sequestro di mascherine messo a segno in Italia. Praticamente quasi la metà dei dispositivi di protezione individuale arrivati nel periodo caldo dell’emergenza Covid non erano conformi alla legge, o peggio ancora, erano dannosi per la salute.

Per questo motivo i finanzieri del Nucleo valutario hanno bussato alla porta della Protezione civile nazionale, di una serie di strutture locali e continuano a dare la caccia ai corrieri che ancora oggi custodiscono parte della fornitura da oltre 800 milioni di mascherine costata alle casse dello Stato più di 1,2 miliardi di euro.

L’operazione è importante. E va inquadrata nell’inchiesta che vede indagati, tra gli altri, il giornalista Rai in aspettativa, Mario Benotti, Andrea Vincenzo Tommasi ed Edisson Jorge San Andres Solis.

Mascherine: Domenico Arcuri indagato per peculato, abuso d’ufficio e corruzione

di

Andrea Ossino

18 Ottobre 2021

Si tratta della stessa indagine per cui l’ex capo della struttura commissariale per l’emergenza, Domenico Arcuri, sabato scorso è stato convocato in procura e ascoltato come indagato. Accusato di peculato, abuso d’ufficio e corruzione (ma su quest’ultimo reato pende la richiesta di archiviazione) per aver avvantaggiato Benotti, l’ex commissario avrebbe saputo che parte dei proventi dell’affare sarebbero finiti nelle tasche dei mediatori.

Tuttavia, secondo i pm, non avrebbe stipulato i contratti necessari e avrebbe impropriamente usato i fondi pubblici. Tutte accuse che Arcuri ha respinto.

A prescindere dalla natura più o meno liceità della maxi fornitura, quel che preoccupa è il risultato. “L’emergenza – secondo i magistrati – ha giustificato pagamenti di dispositivi di protezione della qualità dei quali nulla ancora si sapeva, col rischio di acquistarne di inutili”.

“Pur di non lasciare la popolazione sanitaria sprovvista di tutela” sono state importate mascherine fidandosi della documentazione allegata. Le mascherine sono finite negli ospedali. Ma quando sono sorti i primi sospetti e gli inquirenti hanno iniziato a fare analisi a campione è emersa una verità.

Tra le 801.617.647 di mascherine c’erano anche dispositivi non conformi alle prescrizioni e, in qualche caso, i laboratori di analisi interpellati hanno mostrato una realtà allarmante: “Attenzione, dispositivo molto pericoloso”. Il responso è lapidario: “I requisiti di efficacia protettiva richiesti” non erano soddisfatti e “addirittura alcune forniture sono state giudicate pericolose per la salute”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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