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Annullato il Daspo all'ultrà viola che aggredì il fotografo Sestini: “Non era un evento sportivo”

Un ultrà della Fiorentina che era stato colpito da un Daspo del questore che gli vietava qualsiasi accesso a eventi calcistici per la durata di  otto anni ha ottenuto dal Tar l’annullamento della misura poiché l’episodio di violenza contestato non era avvenuto in uno stadio ma sul ponte di Santa Trinità in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario della fondazione della squadra.

La vicenda è quella accaduta il 26 agosto dello scorso anno quando due ultrà viola vennero denunciati dalla Digos per l’aggressione al noto fotoreporter Massimo Sestini.

In base alla ricostruzione della questura, Sestini stava scattando foto col cellulare a un gruppo di tifosi viola che festeggiava l’anniversario della fondazione della squadra, quando un gruppetto lo ha affrontato intimandogli di allontanarsi. Solo volati insulti e spintoni, poi il ragazzo di 26 anni ha fatto cadere il cellulare del giornalista e quello di 29 lo ha calpestato. I due sono stati individuati attraverso testimonianze e immagini delle telecamere: per loro è scattata una denuncia con le accuse di violenza privata, danneggiamento e manifestazione non preavvisata.

Uno dei due tifosi ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo contro il Daspo. Il legale dell’ultrà, l’avvocato Marco Fortunati ha contestato il Daspo per due ragioni. La prima riguardava il fatto che dopo l’aggressione un gruppo di tifosi aveva contattato Sestini, gli aveva consegnato 1500 euro per risarcirlo del danno e contestualmente aveva mostrato una foto del tifo denunciato. Sestini aveva firmato una dichiarazione nella quale si “dichiara non più certo dell’identificazione”. I giudici hanno però bocciato questo motivo del ricorso sottolineando che nella denuncia alla polizia Sestini aveva riconosciuto “senza ombra di dubbio” l’ultrà come uno degli aggressori.

L’ultrà ha invece visto accolto il secondo motivo Ai giudici veniva chiesto di “verificare se la manifestazione nel corso della quale è avvenuta l’aggressione possa qualificarsi come legata, da un nesso di causalità o di occasionalità, con una manifestazione sportiva”.

Per il Tribunale “La risposta è negativa poiché deve escludersi, anzitutto, il nesso di causalità in quanto all’epoca dei fatti non vi era alcuna partita in corso di svolgimento, né svolta nei giorni precedenti e neanche programmata per i giorni successivi. Questa circostanza esclude anche il nesso di occasionalità poiché la manifestazione svolta 26 agosto  non era legata ad alcun incontro calcistico, ed è stata posta in essere solo per festeggiare il compleanno della Fiorentina in un contesto, quindi, non connesso ad alcuna manifestazione sportiva in corso e solo mediatamente riconducibile al gioco del calcio”.

I giudici forniscono poi la spiegazione di una decisione che potrebbe suscitare stupore poiché l’atto violento non viene negato. “La normativa – si legge in sentenza – deve essere applicata restrittivamente poiché importa forti limitazioni alla libertà personale, diritto garantito costituzionalmente, le quali possono essere applicate anche a prescindere dalla responsabilità penale degli interessati e in funzione unicamente preventiva della commissione di futuri fatti antigiuridici”.

Va detto che l’ultrà allo stadio non può comunque andarci visto che era già stato colpito da due Daspo: nel 2014 con un divieto per 4 anni e nel 2015 con uno della durata di 8 anni.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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