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Torino, tamponi rapidi e sierologici nel mirino: blitz dei Nas in farmacie e nei centri privati

C’è chi pensa di farli prima di incontrare i nonni per gli auguri di Natale, chi vuol regalarli a qualche amico prima di invitarlo a cena per Capodanno, chi li ha fatti fare ai bambini in quarantena da scuola per poterli affidare a una babysitter senza il timore di infettarla. C’è chi li ha eseguiti in uno studio medico, chi li ha acquistati in farmacia e persino chi li ha presi su internet dove le offerte arrivano addirittura attraverso le pubblicità sui social network.

Il fenomeno dei tamponi rapidi e dei test sierologici è esploso nelle ultime settimane e non è sfuggito ai carabinieri del Nas di Torino, che hanno moltiplicato i controlli in questo settore, diventato rapidamente quello su cui convogliano maggiormente gli ispettori e se gli accertamenti in corso in queste settimane riscontreranno delle irregolarità, anche la procura ne sarà interessata.

I carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni hanno ricevuto decine di segnalazioni e da quelle sono partiti per allargare l’attenzione a un business finora sconosciuto ma cresciuto soprattutto da quando i tamponi possono essere acquistati in farmacia, sebbene i farmacisti non possano eseguirli.

Da una parte i controlli si concentrano sui tanti ambulatori e studi di medici e infermieri che, a Torino come in altre zone del Piemonte, pur avendo tutt’altre specializzazioni, hanno affiancato alle altre attività l’esecuzione di tamponi o test sierologici, per venire incontro alla crescente domanda di chi, pur non avendo i requisiti o non volendo attendere i tempi del Sisp, vuole comunque sapere se ha contratto il Covid- 19.

I blitz dei Nas puntano a controllare anzitutto se i centri privati hanno l’autorizzazione, sulla base della delibera emanata dalla Regione Piemonte, per quel tipo di attività e anche se i casi di positività riscontrati vengono effettivamente inviati alle Asl di competenza per essere sottoposti al tampone di verifica e iniziare il periodo di isolamento.

Ma l’attività del Nas di Torino si è anche spostata sul web poiché sono molte le società farmaceutiche — anche con basi all’estero — che nell’ultimo periodo pubblicizzano anche sui social network la vendita di test sierologici e tamponi rapidi. In questo caso il problema è duplice perché da un lato occorre verificare se hanno l’autorizzazione per vendere al dettaglio, e non solo all’ingrosso, e dall’altra bisogna verificare se è rispettata la corretta conservazione dei prodotti.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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