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Natale: a tavola in pochi (ma con chi vuoi) e mai lontano da casa

Il governo si fermerà sulla porta di casa. Tranquilli, nessuno vi dirà con chi dovete passare il Natale, nessuno vi obbligherà a stare a tavola con i parenti di primo grado se non ne avete voglia o vi vieterà di accettare l’invito di uno di secondo grado con cui state meglio. E neanche di invitare un amico se lo preferite ai parenti.

“A Natale niente coprifuoco”, l’idea per salvare il cenone

13 Novembre 2020

Non ci sarà alcun obbligo né alcun divieto del genere per Natale. Semplicemente perchè non ci può essere visto che le libertà personali e la privacy all’interno delle mure domestiche sono inviolabili e garantite dalla Costituzione, ma soprattutto perchè il governo non ha mai pensato ad alcun divieto del genere. Il dibattito sollevato da alcune dichiarazioni in tv di sottosegretari in realtà prefigura uno scenario fuori discussione. Quel che è certo è che di stabilito non c’è assolutamente nulla, se non che ci saranno pochi divieti e molte raccomandazioni. Ecco perchè.

Natale con chi vuoi

A tavola in pochi e con grandi precauzioni, soprattutto per gli anziani. Che non siano da mettere in programma cenoni è sicuro, così come va da sé che le riunioni della vigilia e del giorno 25 saranno ristrette al nucleo familiare più intimo. Ma nessuna imposizione dei parenti di primo grado. Si starà a tavola con chi si ritiene, ci sono famiglie allargate da garantire, single che hanno il diritto di non rimanere soli, anziani da non abbandonare.Il cruccio più grande sarà proprio il Natale degli anziani, ma i più si autotuteleranno da sé. Far incontrare nonni e nipoti è un rischio, soprattutto in ambienti chiusi e piccoli dove è difficile mantenere le distanze. Ma non si andrà oltre la raccomandazione a limitare al massimo le persone sedute attorno alla stessa tavola e a mantenere distanze e mascherine anche in casa per il maggior tempo possibile. Magari avendo l’accortezza, in presenza di anziani, di far fare un tampone di sicurezza a bambini e a ragazzi qualche giorno prima per essere certi di non avere in casa asintomatici.

Ritorno a casa per chi studia o lavora fuori 

Gli spostamenti tra regioni rosse e arancioni, al momento tre quarti d’Italia, sono vietati e quasi certamente lo resteranno anche nei giorni di Natale. Il che non impedirà affatto a chi lavora o studia in una città diversa da quella di residenza di tornare a casa e trascorrere le festività in famiglia. Non c’è bisogno di correre nelle stazioni o negli aeroporti, nessuna transumanza in vista. Le regole chiare già ci sono e rimarranno. Va da sè che non sarà possibile per famiglie i cui componenti non strettissimi risiedono abitualmente in regioni diverse organizzare grandi riunioni ipotizzando spostamenti vietati e tantomeno organizzare weekend o piccoli viaggetti.

La messa di Natale

Anche il diritto di culto, previsto dalla Costituzione, ovviamente sarà garantito. Il Vaticano, a seconda di quale sarà l’evoluzione della curva dei contagi, d’intesa con il governo, deciderà quali saranno le nuove regole, magari anche i nuovi orari delle Messe. Ma se le chiese la notte di Natale saranno accese per le funzioni tradizionali è del tutto evidente che sarà del tutto libera la partecipazione.

Lo shopping della vigilia

La speranza del governo, ampiamente dichiarata, è che le restrizioni già in atto (soprattutto se rispettate) diano i loro risultati nelle prossime settimane in modo da potere allentare il regime di chiusure soprattutto nelle zone rosse dove, per il momento, sono chiusi la maggior parte degli esercizi commerciali, oltre a bar e ristoranti chiusi anche nelle zone arancioni. C’è dunque la legittima aspettativa di avere la possibilità, seppure in scala ridotta, di non dovere rinunciare ai regalini sotto l’albero e, per le aziende, di poter avere in regalo una boccata di ossigeno di liquidità. Così non fosse, non resterà che regalare generi alimentari, libri, profumi, oggetti di cartoleria, nei negozi che continuano ad essere aperti anche nelle zone rosse. Oppure, naturalmente, rivolgersi al commercio online, non solo quello della grande distribuzione ma anche dei piccoli negozi che si stanno sempre più attrezzando per rispondere alle richieste dei loro clienti con il domicilio nel caso in cui fossero costretti a tenere abbassate le saracinesche.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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