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Il Coronavirus perde pezzi. E la cosa potrebbe aiutarci

Se Sars-Cov-2 ci sta sembrando un po’ meno pericoloso la ragione potrebbe essere che sta perdendo qualche pezzo per strada. Un pezzo importante, in una piccola parte di una proteina dell’Rna del virus, che si chiama Nsp1, e che ha l’importantissimo compito di regolare la replicazione del virus e anche la sua patogenicità. Se questa delezione di soli tre amminoacidi, così si chiama la perdita di questi frammenti, diventasse comune, il Coronavirus che ha cambiato le nostre vite potrebbe avere più difficoltà a riprodursi e attaccare l’organismo umano. Pare però che in questa variante in circolazione, la quarta dall’inizio dell’epidemia, questa delezione capiti in un un caso su cento. Quindi non sia poi così diffusa.La scopertaA scoprire questa defaillance del coronavirus un gruppo di ricerca internazionale, per l’Italia Massimo Ciccozzi del policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma. Ma anche molti degli altri colleghi hanno cognomi che sanno di Italia, il gruppo è infatti  composto da Francesca Benedetti, Greg A. Snyder, Marta Giovanetti, Silvia Angeletti, Robert C. Gallo e Davide Zella (Institute of Human Virology dell’Università del Maryland (USA) e Flavivirus Laboratory dell’Oswaldo Cruz Institute di Rio de Janeiro). Lo studio è stato pubblicato su Journal of Translational Medicine.repSalute


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