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È morto Beppe Modenese, l'ambasciatore della moda

Lo chiamavano  l'”ambasciatore della moda”  ed è stato l’uomo che, a partire dagli anni Settanta, ha dato il più grande contributo al “made in Italy”. Il mondo della moda  perde uno dei suoi personaggi più amati. Beppe Modenese, 91 anni giovedì prossimo, si è spento ieri in tarda serata. Infaticabile, appassionato e sempre elegantissimo, non ha mai perso una sfilata e agli appuntamenti cultural mondani legati alla moda, la sua presenza ha sempre dato un tocco di classe. Domani sarà aperta la camera ardente alla Casa del funerale San Siro in via Corelli, i funerali mercoledì alla chiesa della Passione in via Conservatorio.

Giuseppe Modenese, detto “Beppe”, è l’uomo che ha dato vita alla passerella milanese, permettendo a Milano di diventare uno dei poli strategici del fashion system. Piemontese, originario di Alba, era un uomo di bella presenza e di buone maniere. Colto, educato, dopo qualche anno di lavoro a Torino, si era trasferito a Milano, la città dove ha messo le radici e  dove è diventato una delle personalità più influenti nel mondo della moda. È stato lui, con una intuizione geniale, a creare una sola passerella per quelli che sarebbero diventati i grandi stilisti del “made in Italy”. Con savoir faire, fiuto e lungimiranza aveva capito che intorno a se aveva creativi di razza e li aveva convinti a sfilare tutti a Milano, creando un unico polo di attrazione internazionale. Intorno a lui  c’era stilista come Krizia ” donna straordinaria, capace di  rivoluzionare l’eleganza femminile”, l’architetto Gianfranco Ferrè “burbero e timido allo stesso tempo, un vero maestro”, Moschino “ironico, geniale, sempre controcorrente” e Giorgio  Armani e il suo socio Sergio Galeotti, con il quale ha messo le basi del suo futuro impero. Con loro c’erano anche Gianni Versace  “un astro nascente”, Rosita e Tai Missoni, Laura Biagiotti, Trussardi, Genny e le sorelle Fendi.

Grazie a Beppe Modenese che sapeva tenere  a bada e guidare tutti questi stilisti, che spesso si comportavano come  “prime donne capricciose”,  a Milano è decollata la passerella del “made in Italy”. Il primo calendario  è datato 3 ottobre 1979, c’erano 19 nomi e le sfilate erano concentrate in 3 giorni. Alla prima tornata di stilisti, poi, sempre grazie a Beppe Modenese, si sono aggiunti Prada, i Dolce e Gabbana, Gucci, Romeo Gigli e gli altri. Beppe Modenese tesseva le file del “made in italy”, era il grande regista delle sfilate, organizzava eventi e, in contemporanea, insieme al suo compagno, l’architetto Piero Pinto, frequentava la Scala, i salotti culturali, girava il mondo e tra i suoi estimatori c’erano  Riccardo Muti, la principessa di Kent, Irene Galitzine. Aveva conosciuto Coco Chanel, Diana Vreeland. Alto, distinto,  indossava solo completi che si faceva confezionare su misura dai grandi sarti e  come vezzo aveva quelli di portare sempre calze rosse. Il primo paio glielo donò il pittore Balthus e da allora non smise mai di portare calzini rossi che esibiva  con la sua innata eleganza di un uomo che, dal nulla, ha creato il “made in Italy”. Dopo aver  a lungo guidato la Camera della moda, affiancato da Carla Ling, la sua storica assistente, donna dal pugno di acciaio in guanto di velluto, ha ceduto il testimone  a Mario Boselli, posto da anni occupato da Carlo Capasa. Ma Modenese anche da presidente  onoraio non ha mai smesso  di seguire le sfilate, di dare preziosi consigli e, con saggezza, suggerire soluzioni diplomatiche.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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