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Coronavirus, il Natale che verrà. Zampa: “Possibili deroghe per spostamenti tra Regioni”

Mancano 40 giorni a Natale. E in questo momento “i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra regioni, ma ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili deroghe”. La prima possibile apertura arriva dalla sottosegretaria Pd del ministero della Salute Sandra Zampa ospite di Lilli Gruber a ‘Otto e mezzo Sabato’ su La7.

IL RETROSCENA

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21 Novembre 2020

Un dibattito surreale per molti, davanti a un bollettino che ancora oggi riporta 34.767 nuovi casi positivi e 692 vittime. Ma di mezzo ci sono non solo gli interessi futili di chi vuol far festa per abitudine senza considerare l’eccezionalità della Covid, ma pure quelli di imprese, piccoli commercianti e di chi da tanto tempo non abbraccia i propri parenti. La situazione però resta grave e, come ripetono gli esperti, l’ultima cosa utile che si possa fare è abbassare la guardia e ripiombare in una curva epidemiologica in crescita esponenziale.

Coronavirus, il bollettino di oggi, 21 novembre: 34.767 nuovi casi con 237.225 tamponi. Le vittime sono 692

21 Novembre 2020

Perciò, spiega Zampa, “questo Natale dobbiamo fare lo sforzo di essere davvero il meno numerosi possibile: non è il numero in sé, ma più si allarga la cerchia di persone che non si frequenta abitualmente, maggiore è il rischio. Immagino che si possa dire cinque, sei persone al massimo tra gli affetti più cari, ma è ovvio che non sarà possibile controllarlo, quindi a tutti verrà chiesto di limitare il più possibile le persone che si riuniscono”.”A Capodanno non saranno permessi ritrovi in piazza e feste come negli anni passati e saranno adeguatamente normati anche quei giorni – ha concluso la sottosegretaria – Come governo dobbiamo avere un atteggiamento molto rigoroso e, a differenza di questa estate, non ci saranno deroghe, perché non possiamo immaginare una terza ondata”.

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La formula con la quale saranno decise le indicazioni non è ancora stata stabilita, fermo restando che non dovrebbe essere abbandonato il sistema dell’Italia divisa in fasce. L’ipotesi più attuale è che ci sia un Dpcm per il periodo dal 3 dicembre fino a ridosso di Natale e uno per le festività vere e proprie.

Sarà dunque consentito lo shopping per gli acquisti di Natale, con i negozi che potranno rimanere aperti in una fascia oraria più ampia per evitare assembramenti. Ci dovrebbe essere anche l’apertura dei centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e saranno contingentati gli ingressi non solo nei negozi ma anche in strade e piazze, soprattutto in alcune grandi città e nel weekend. Apertura serale anche per ristoranti e pub mentre per il Cenone in casa ci saranno raccomandazioni e non divieti, virtualmente inapplicabili.

Le misure

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Tra regioni potrebbe essere consentito il ritorno alla residenza o al domicilio, ma non si prevede un esodo dal nord al sud paragonabile a quello di marzo scorso prima del lockdown Italia. Infine il coprifuoco fissato attualmente alle 22 in tutta Italia potrebbe essere spostato alle 23 o a mezzanotte, ma per la sera del 24 e per quella dei 31 c’è anche l’ipotesi che possa arrivare fino all’una di notte.

L’obiettivo del governo e dei presidenti di Regione per il momento è comunque un altro: fare in modo che la maggior parte delle regioni possano retrocedere dalle zone rosse e arancioni in modo da arrivare al 3 dicembre con buona parte dell’Italia in zona gialla. Ma anche se sarà così le regole devono essere chiare: “Abbiamo fatto un’estate ‘liberi tutti’ e l’abbiamo pagata duramente – ha ricordato due giorni fa il coordinatore del Cts Agostino Miozzo – e dunque non possiamo permetterci un Natale ‘liberi tutti’.”


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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