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Anm, in pole Alessandra Maddalena di Unicost: seconda donna al vertice delle toghe in oltre cento anni

ROMA – Una outsider potrebbe essere la seconda donna al vertice dell’Associazione nazionale magistrati, il sindacato delle toghe. Ce n’è stata solo una in oltre cento anni, Elena Paciotti nel 1994-95, e poi ancora nel 1997-98. Due bienni.  La prossima potrebbe essere Alessandra Maddalena, iscritta a Unità per la Costituzione, classificatasi prima tra i suoi sette colleghi con 412 voti nelle elezioni del 18-20 ottobre. Il suo nome è in pole da sabato pomeriggio. Quando la corrente di sinistra di Area ha preso atto dell’impossibilità di rieleggere il presidente uscente Luca Poniz, il più votato con 739 voti, per via del no di Magistratura indipendente che gli rimprovera una conduzione dura ai loro danni dopo l’esplosione del caso Palamara.  A questo punto Area ha pensato che l’unica via poteva essere quella, pur da corrente giunta al primo posto, di “cedere” la presidenza a un altro gruppo. Nel caso specifico Unicost, corrente di centro, che ha subito un forte calo di consensi per via proprio del caso Palamara, noto esponente di Unità per la Costituzione, tant’è che dal primo posto come corrente più votata è scivolata al terzo posto dopo Area e Mi. Il governo delle toghe sarebbe comunque composto da quattro correnti – Area, Unicost, Mi, Autonomia e indipendenza – perché è molto probabile che s’imbarchi in questa avventura anche Autonomia e indipendenza, il gruppo che ha avuto Piercamillo Davigo come fondatore. Invece, visto il tenore estremamente critico degli ultimi interventi, resterà fuori Articolo Centouno. Che conta 4 seggi ed è un outsider già lontano dagli altri gruppi soprattutto perché insiste sul sistema del sorteggio per ottenere i nuovi membri togati del Csm. Ma chi è Alessandra Maddalena? La probabile nuova presidente dell’Anm? Un giudice del tribunale di Napoli. Non solo arriverebbe al vertice una donna, ma si spezzerebbe anche la lunga sequenza di presidenti che arrivano dal mondo delle procure. Davigo nel 2016, noto ex pm di Mani pulite; seguito un anno dopo da Francesco Minisci di Unicost e pm a Roma; nella rotazione seguito ancora da Eugenio Albamonte, anche lui pm a Roma, quindi da Luca Poniz, pm a Milano. Stavolta invece si cambia sesso, e sullo scranno di presidente non solo potrebbe sedere una donna, inoltre anche un giudice.  Abbiamo chiesto un giudizio flash su di lei Alessandra Maddalena a chi la conosce bene come Giuliano Caputo, pm a Napoli ed ex segretario dell’Anm che ha appena chiuso il suo mandato biennale, anche lui di Unicost: “Alessandra ha cominciato a lavorare a Torre Annunziata, ora è giudice del tribunale del riesame di Napoli. È molto brava, benvoluta dai colleghi e stimatissima professionalmente. Si è occupata molto di informatica e innovazione negli uffici giudiziari”. Un giudizio come possibile presidente? “Io la conosco da anni, ho sentito il suo intervento alla prima riunione del Comitato direttivo centrale e mi è piaciuto. Anche alcuni colleghi degli altri gruppi la stanno apprezzando”. Ma può essere un buon presidente? Replica Caputo: “Sicuramente ha la capacità per farlo. È sveglia, impara presto ed è determinata, volitiva, capace di organizzare e organizzarsi come voi donne sapete fare quasi sempre molto meglio di noi uomini…”.  Ieri, dopo aver raggiunto un’intesa sul programma, che sarà votato oggi, le correnti si sono aggiornate per riflettere sull’accordo per il presidente e per la giunta, cioè gli organi plenipotenziari che possono interloquire anche con il governo. Un ulteriore rinvio è di fatto impossibile. “Sarebbe un segnale di impotenza” come ha detto più d’uno durante i lavori.  A questo punto la corrente di sinistra battezzata Area ha rinunciato al suo candidato. Perché Poniz comunque non avrebbe avuto la maggioranza assoluta dei voti – 19 su 36 componenti eletti – necessaria per via del niet di Mi. A quanto trapela dal gruppo non sarebbe stata presa in considerazione un’altra figura. Per esempio quella di Silvia Albano, giudice civile a Roma. Indisponibile invece il terzo degli eletti, Giuseppe Santalucia. Ha preso forma invece il progetto di convergere su Alessandra Maddalena e sulla presidenza ad Unicost. Vedremo oggi se l’Anm avrà la sua seconda presidente donna nella storia, mentre i giudici donna nei numeri hanno di gran lunga superato gli uomini. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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